Pietrangelo Buttafuoco

Essere “e” non essere


A Pietrangelo Buttafuoco

A Roma c’è un luogo che è pari ad un Cabaret Voltaire: la Galleria Esedra. Ed è proprio tra le ivi librerie (meravigliosa quella del maestro dei librai, Angelo Signorelli, senza tecnologia di supporto perché tutto a memoria), la pasticceria siciliana “Dagnino”, una fine et varia accessoriata coltelleria ed altro ancora che ti aspetteresti di incontrare colui che è perché non è o non vuole essere: Pietrangelo Buttafuoco. Nato nel mese della riflessione e della perfezione illimitata, settembre 1963, egli è filosofo, scrittore, giornalista, opinionista ed ex libraio. E ciò non è poco… Assolutamente in un tempo, questo, di quella che è la superficialità del sapere e della conoscenza. Dove tutti sono certi di esserepietrangelo_buttafuoco_fondo-magazine tutto nell’ognuno. Ma di una tuttologia che si liquida come il catrame scomposto nelle pozze solari. Diverse le testate che lo hanno accolto: il “Roma” di Napoli, il “Secolo d’Italia”, l’ “Indipendente” ed il “Giornale”. «Ex firma del “Foglio” di Giuliano Ferrara, al quale ha collaborato dalla sua fondazione, ora editorialista a “Panorama”, [Buttafuoco] ha vinto il Premio Guido Piovene 2000, la cui giuria ha ammirato lo stile ‘provocante e arguto’ dei suoi scritti… I suoi due grandi amori sono le donne e l’opera lirica. Passioni per niente nascoste che  ha coniugato pubblicando su “Il Foglio” un inserto di ritratti femminili dal titolo ‘Madamine, il catalogo è questo’, ispirato ad un verso del “Don Giovanni” di Mozart. Il 18 maggio 2007 viene nominato presidente del Teatro Stabile di Catania. Il 1° Febbraio 2009 riceverà la “Candelora d’Oro”, l’ambito riconoscimento istituito dal Comune di Catania per le celebrazioni Agatine presso il Duomo della città». Nel 2005 esce il suo passaporto per il paradiso dell’editoria: Le uova del drago. A seguire L’ultima del diavolo e Cabaret Voltaire. A precedere, nel 2003, Fogli consanguinei. Ed è rileggendo le parole di Jean Arp nei lontani primi decenni del Novecento e dedicate al Cabaret Voltaire, appunto, dadaista, surrealista e chissà con una punta di futurismo che ci intratteniamo con Buttafuoco, sottile spadaccino nel taglio della sua penna.

«… Pandemonio totale. La gente intorno a noi urla, ride e gesticola. Le nostre risposte sono sospiri d’amore, raffiche di singhiozzi, poemi, versi…».

Pietrangelo Buttafuoco, perché tutti ti chiedono come ti schieri politicamente od ideologicamente? Pensi sia fondamentale far sapere ciò? E cosa si cela in quella tua famosa frase “Sono altro”?

Sono altro perché non posso essere di destra dato che questa è ormai la trappola della sovversione, né di sinistra perché quest’ultima non fa altro che ridursi a caricatura e a bagaglio da cui attinge la destra. caffavoltaire_fondo-magazineTutti i campioni della destra di oggi non sono altro che sinistri invecchiati male, tutti stretti intorno ai marines per farsi difendere e garantire il diritto alla degenerazione.

Fogli consanguinei”. Fortezza arcaica meridionale od invincibile armata antidemocratica? Meraviglioso l’itinerario da Carmelo Bene, passando in quel di Vlad Tepes Dracula per arrivare a Maria Gioacchina Starace Stajano o Giò Stajano….

Grazie del complimento. M’imbarazza e ci divento rosso. Andiamo alla domanda, anzi, alla scelta che mi proponi: arcaismo meridiano. Assolato e zuppo di sangue. Vivo ovviamente. Nessuna fortezza, nessuna armata.

Il diavolo è sempre nero come lo si dipinge?

Il diavolo è sempre nero. Ed è un incubo di cui ci sbarazziamo immediatamente ogni mattina. Ed è, infatti, il rimosso.

Chi è che vuole essere il diavolo? E si può riuscire o no nell’impresa?

Il Diavolo è lui come persona. E non altri. Si può riuscire nell’impresa di sottrarsi alla sua seduzione solo con l’aiuto dell’Altissimo. Non se ne può fare altra letteratura con lui se non la preghiera. Meglio: l’esorcismo.

Perché il diavolo desta tanta ammirazione?

Perché la nostra anima è impastata nel fango della dimenticanza.

Dante, Maometto, Cristo, la spiritualità, il Golgota… sono stati, a tuo avviso, interessati anche se minimamente dal diavolo?

Diciamo che la ragione sociale della religione è la consapevolezza del Male, l’interesse è perciò teologico ma anche pratico: bisogna pur sbarazzarsene.

Cito: «I libri allargano i confini e la conoscenza e la comprensione uniscono i popoli almeno quanto l’ignoranza li divide e li avvelena». Cosa penserà “il re del mondo” di Franco Battiato?

La canzone di Battiato mi ha sempre riportato ad un’atmosfera sottile e alta….

Giuliano Ferrara, lo si ama o lo si odia o….?

Si ama.

Ci vuoi parlare di Cabaret Voltaire o dell’inglese della destra e della sinistra? La copertina dorata del libro è preziosa come “l’oricalco”?

Non riesco a parlare di cose mie oltre a ciò che ho messo su stampa. I libri parlano da soli. E il commento perciò spettale-uova-del-drago_fondo magazine al lettore. Altre glosse o aggiunte al momento non so farle eccetto per un carico di emozione e d’impotenza per ciò che accade con la guerra.

Un tuo dire della Sicilia e della tua sicilianità?

E’ un indubbio vantaggio per il linguaggio. Politicamente originale, forzatamente unica, obbligata ad aprirsi al Mediterraneo, quel limes che la nuova geopolitica descrive tra Europa e Asia.

Cosa non cambieresti mai di te e ciò che invece ti piacerebbe di altro indossare…?

Ho studiato poco e male. Mi piacerebbe indossare migliore e altra dottrina. E scienza. E sapienza. E leggerezza ovviamente, anzi, levità.

La tua scrittura è per tutti? Qualcuno ha parlato di un tuo barocco linguistico…

La mia scrittura è per me. E per la libertà di parola. Detto questo vale il principio di Ezra Pound: la libertà di parola senza libertà di parlare al microfono della radio vale zero. La mia scrittura racconta un mondo che fino ad oggi non ha avuto né microfono né radio.

Sei persone da ringraziare o da ricordare? O anche da dimenticare?

Nessuno è da dimenticare, purtroppo ci pensa la vita a fare reset di anni, secoli e tempi dell’umano. E sempre poca gioia ha dell’urna anche chi è ricco, famoso, potente e importante. Vale la regola di Totò, altrimenti riconoscibile come il principe Antonio de Curtis di Bisanzio: ‘a livella”

Una persona mi ha detto che io rispecchio nei modi Eughenia Lenbach. Può darsi anche se preferisco di gran lunga il coltello. Chi è femmina e chi è donna ne “Le uova del drago”?

Femmina e donna coincidono. Non sono semplici sinonimi, ma forme di una stessa essenza. Una femmina che non sia donna sarebbe un monstrum. Così al contrario.

Una tua chiosa finale per i lettori sulla Civiltà ovvero cos’è la Civiltà in questa attualità storica?

Parafrasando Al Bano e Romina: un bicchiere di vino e un bel panino, la Civiltà. Tutto è fast food”.

a cura di Susanna Dolci

Brani Scelti

«Dulcis in culo, la scena parodistica dell’Io. Lui fu il colpo d’ala della dea bendata per l’Italia. Fu l’anti-didascalia, l’anti-ruolo, l’anti-carattere». (Carmelo Bene, Fogli Consanguinei)

«Cultura, coltura e coltello. Il coltello sta sempre in tasca. Oppure, nella stagione del gilet, nel taschino. Il coltello sta in una sua tasca. Lontano dalle chiavi e dagli spiccioli». (Il Coltello, Fogli Consanguinei)

«Premessa. Personaggi e fatti di questo racconto non sono frutto della fantasia dell’autore. Ogni avvenimento reale è stato tuttavia trasfigurato seguendo il canovaccio di un falso storico, e molti personaggi portano i nomi delle marionette dell’Opera dei pupi, per fare di questa storia vera un teatro. Buon divertimento». «Italia Profeta, matricola universitaria arrivata da Misterbianco, e Edvige Platania, medico a Catania, si fecero spiegare subito il funzionamento della calibro 8, la mitragliatrice… e fecero fuoco cercando di mettere una mano santa ovunque vedessero arrivare le furie inglesi. Non avevano riparo, le due donne: solo la fuliggine della mitragliatrice addosso….». «Quando c’è folla che non sa dove andare, l’animale che si trascina appresso tutti c’è sempre. C’era anche il quel caso, ed era una femmina. Si capiva al primo sguardo che solo lei, avrebbe potuto guidare quella gente, che era lei a dettare il rito caotico dello stare in piazza… Le puttane di virtù e vocazione sono dette di cuore grande… Concetta Rabbito». (Le Uova del Drago)

«Stella s’aggiunse a stella e pure na cometa guaglioncella si mise sotto il primo lume della notte, la luna. Selene ancora era solo un mezzo sorriso bianco, un risolino visto di sbieco e di profilo. Quella luna nuova venuta allo scoperto fu un asciutto colpo di rasoio e nuovi cieli e nuove terre, tra dune e nubi di sabbia e vento, misero fretta al tempo per fare l’alba del deserto. Fu luce e la venuta dell’ora nuova suggellò la prima risata del bambino ciclope, il Demiurgo. Così dicono i gentili che d’astrolabio non hanno pratica e s’affidano a quello che tiene in capa il cielo, ad Atlante. Stella s’adunò accanto ad altra stella, un belato spumoso di latte recise il silenzio e l’alba mise a nudo la notte svelando il cammino del caravanserraglio. Fu nuovo giorno ma il fuoco non arrivò dal pianoro dell’orizzonte, fu zenit che fece luce e sulla scia del sole s’adunarono le stelle, braci sparse ai piedi del nadir». (L’ultima del diavolo)

«C’è sempre una fine del mondo in agguato, ma dopo si va tutti a nanna. C’è sempre un Occidente in fondo ad ogni sbadiglio». «La destra non è altro che la sinistra al culmine della sua fase senile. La guerra al sacro, mai portata a termine dalla sinistra, viene più efficacemente condotta dalla destra occidentalista, e non con la costruzione razionale della scienza, ma con le bandiere della libertà e della democrazia, due illusioni che non hanno neppure bisogno di nutrire utopie ma solo di formale enunciazione. Là dove il materialismo scientifico ha fallito, infatti, riesce il Pentagono, con il pensatoio della destra liberale che impone il modello unico dell’individuo costretto a un solo destino: il consumo. E la consunzione del sé». (Cabaret Voltaire)

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