Niente sesso estremo…

…siamo inglesi

Brutti spifferi neopuritani arrivano da oltremanica: l’art. 63 del Criminal Justice Act del 2008, approvato all’unanimità dalla Camera dei Comuni, introduce il reato, punito fino a tre anni di carcere, per pratiche sessuali ritenute “estreme”, anche se esercitate da adulti consenzienti e anche se compiute in assoluta privacy… Per di più, bondage_fondo magazinenella norma è fatto assoluto divieto di esercitare e alimentare le proprie fantasie erotiche su riviste e siti internet pornografici con contenuti di pratiche estreme, pena gli stessi esiti carcerari.

La trovata pare essere stata dettata dalla campagna di opinione scatenata per l’omicidio compiuto da un suddito di sua maestà: nel corso di una pratica di snuffing, provocò la morte per strangolamento della partner. Per tanto, si è giustamente beccato 26 anni di galera e il caso, per quanto tragicamente, poteva considerarsi archiviato con la sentenza e con i chiavacci della cella penitenziaria chiusa alle spalle del reo confesso. Ma così, non è stato. Anche perché, dalle indagini, è emerso essere l’assassino accanito cultore di materiale pornografico estremamente poco convenzionale. Da qui, la doppia reprimenda legislativa, nella logica: da quelle immagini è stato istigato al delitto, per cui via le une (le pratiche) e le altre (le immagini istigatrici). Una logica talmente sbalestrata che, se condotta alle sue conclusioni, porterebbe ad affermare che gli incidenti di velocità in strada sono istigati dalla visione delle gare di F1, per cui si renderebbe necessario mettere fuorilegge le gare su pista…

Per di più, l’articolo di legge non riporta esattamente quali siano le abitudini sessuali perseguibili ma, più genericamente, parla di atti ritenuti “gravemente offensivi, disgustosi, o comunque di carattere osceno”. Ora, bondage5_fondo-magazineviene da chiedersi: chi può stabilire se il pompino o il rapporto anale sono o non sono disgustosi? Se il bondage è o non è gravemente offensivo? Se lo spanking è osceno? Inoltre: se un poliziotto entra nella camera da letto di mr. e mrs. Smith e li trova a praticare la plushofilia, deve o non deve procedere all’arresto in flagranza di reato? E se invece li trovasse dediti, che so?, alla galactofilia, alla coprofilia, all’acrotomofilia, alla klismafilia, alla schediafilia, alla tricofilia o alla dacryfilia? Può, l’integerrimo policeman, consultare un manuale di classificazione prima di mettere le manette alla coppia di criminali, procedendo con esattezza verbale alla contestazione del reato ascritto? O tutto è rimesso ai suoi (del poliziotto) personali gusti, dichiarando fuorilegge ciò che non è conforme al proprio personalissimo piacere? Senza contare che a far scattare le manette (quelle della legge, non quelle di ritualissimi e innocentissimi giochi sado/maso) basterà essere colti sul fatto di sfogliare una pagina di quelle censurabili sia su carta che in video…

La norma sembrerebbe essere inattuabile, se non come linea di principio. Ma è proprio questa linea che reca in sé ombre assai inquietanti in senso sessuofobo e repressivo delle libertà individuali, accentuando in maniera abnorme l’arbitrio di sindacato dello stato sull’individuo (là, proprio nella patria certa della concezione dell’uomo liberale… anche se è pure sempre vero che, sempre là, nel Regno unito, l’omosessualità è stata depanilizzata nell’ordine: Inghilterra e Galles, 1967; Scozia, 1980; Irlanda del Nord, 1982… eh! che volete farci? ognuno ha le sue contraddizioni…).

Ad una lettura che vorrebbe essere un poco più profonda, scatterebbe quasi automaticamente il ricordo della periodizzazione dei rapporti fra potere e sesso esposta da Michel Foucault nella sua Storia della sessualità. Se nel XVII secolo – dice –  «l’intero corpo sociale era chiamato a porsi sotto sorveglianza» e il XX è stato quello di una, sia pur discutibile e discussa, “liberazione sessuale”, nel XXI, proprio con questi anticipi, il potere sembrerebbe tentare il recupero dell’esercizio bondage2_fondo-magazinedi controllo sull’istinto del piacere dell’individuo: «Luogo privilegiato perché proprio a proposito del sesso il potere sembra funzionare essenzialmente come divieto». “Sembra”, appunto… In realtà non è così: il divieto è solo una delle forme con le quali il potere si costituisce e si mantiene, ovvero: “funziona”.  Esattamentte come, per continuare a funzionare il potere non si fa scrupoli di ammettere e permettere talvolta perfino l’inammissibile. Inoltre, da buon allievo nicciano quale fu, probabilmente Foucault sapeva bene che, nel suo periodizzarsi, per esempio, la sessualità ha trovato nei divieti cristiani nuova fonte di piacere proprio nel momento in cui si elevava a “peccato” ogni sua accezione estanea al concepimento. E se lo sapeva Foucault, lo sa pure il potere secolare che a quello dello spirito si è sostituito a dettar le giuste maniere della copula…

Non mi stupirei troppo se l’ondata neopuritana finisse per solleticare nuove fantasie trasgressive come antidoto alla repressione in nascere. Finendo, magari, per alimentare quel giro di affari che solo nel settore emerso del porno (film, siti internet, tv satellitari, linee telefoniche, gadget…) vanta un indotto di 70 miliardi di euro all’anno. In fondo, non è il profitto il fine che tutto giustifica?

miro renzaglia

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