…sicuritario
Chi sacrifica la libertà per la sicurezza,
non merita né la libertà né la sicurezza
Benjamin Franklin
Ci risiamo: ad ogni atto di violenza, per di più se aggravato da “motivazioni a sfondo sessuale”, le sirene sicuritarie tornano a far sentire le loro stridule invocazioni di “maggior sicurezza per tutti”. Non bastano i pattugliamenti stradali dell’esercito, fin qui dislocati nelle
aree metropolitane: ne pretendono di più. Non bastano le migliaia di telecamere a circuito chiuso sparpagliate ad ogni angolo di strada a spiarci anche quando ci soffiamo il naso: se ne devono istallare altre. Non è sufficiente spingere fuori dagli anelli periferici i campi nomadi, i tuguri degli immigrati clandestini, i rifugi dei clochard: bisogna mandarli sulla luna o bruciarli vivi. Non basta essere intercettati, controllati e pedinati attraverso l’uso che facciamo del nostro cellulare, del nostro computer, delle carte di credito, del bancomat, perfino delle nostre ricette mediche: o prima o poi ci imporranno il braccialetto elettronico che registri anche ogni nostro minimo spostamento fisico. Questione di tempo ma l’andazzo è questo…
Il Partito della Sicurezza non conosce colore. Al massimo, ad ogni nuovo evento delittuoso, sarà registrabile quel tristissimo balletto che si chiama scambio dei ruoli: se è la sinistra a governare, sarà la destra a chiedere di alzare il tiro della repressione, del controllo del territorio e ad accusare l’Amministrazione in vigore di aver fatto poco; a parti invertite, cambierà soltanto l’angolo di tiro, ma il risultato resterà lo stesso: lo stupro totale dello stato sicuritario sulla comunità sociale…
Prendiamo l’ultimo, vigliacco, truce episodio avvenuto la settimana scorsa a Guidonia di Roma: cinque criminali, probabilmente di nazionalità est-europea, prima rapinano una coppia di fidanzatini appartati in auto a scambiarsi effusioni, poi sequestrano lui nel bagagliaio e, a turno, violentano lei. Assicurati alla giustizia, come è sperabile accada al più presto, la castrazione chimica e venti anni di galera saranno atti dovuti con clemenza… Il che sarebbe operato di una efficiente macchina investigativa e di un rapido percorso giudiziario che porti alla condanna degli attori delinquenti in un quadro di normale stato di diritto, senza bisogno di scomodare alcuna emergenza… Nelle more, sarebbe necessario avviare una seria riflessione sulle condizioni cultural-socio-ambientali che determinano e pongono in essere tali atti criminosi e, nei limiti della provvidenza umana, cercarne i rimedi…
Invece, alla notizia del fatto, ecco il trasversale Partito della Sicurezza recitare a soggetto le parti che conosce meglio e, così, s’ode a sinistra un squillo sfiatato di tromba: “Non avete fatto abbastanza”, con la destra che risponde con un tonfo di tomba: “Faremo di più”. Dove il “non abbastanza” e “il di più” si restringono in un provvedimento di rinnovo e intensificazione della militarizzazione urbana, come promesso (o minacciato), con una sollecitudine sospetta per tempestività, dal Ministro dell’Interno e come se, da quando è stata varata la legge del luglio 2008, si fosse registrato il benché minimo risultato positivo nella prevenzione di questa efferata tipologia di reato.
A tal proposito, basta appena ricordare quel che è accaduto a Roma nei mesi immediatamente successivi al varo di quella legge: 23 agosto 2008 – due coniugi olandesi accampati con la loro tenda nei pressi di Ponte Galeria, vengono aggrediti, picchiati, derubati e la donna violentata da due romeni, prontamente individuati ed arrestati; Capodanno 2009 – nel corso di una
megafesta nei capannoni della Fiera di Roma, una ragazza di 25 anni viene seguita e stuprata da un italiano che solo qualche giorno fa si è costituito alla polizia per essere prontamente assegnato agli arresti domiciliari; 21 gennaio 2009 – a Primavalle, una donna viene aggredita da due uomini alla fermata dell’autobus, trascinata dietro un cespuglio e violentata a turno… Il che dimostra, semmai ce ne fosse bisogno, l’inefficacia della via del maggior controllo militare del territorio intrapresa e in essere.
In realtà, questi episodi che balzano clamorosamente alla cronaca del giorno dopo sono solo la classica punta di iceberg di un fenomeno molto più ampio, complesso e sommerso: secondo dati Istat, si calcola che solo in Italia, nel 2007, 1.250.000 donne hanno subito violenza sessuale o comunque fisica. Escluso che una tale entità di reati contro la persona possano essere stati compiuti tutti in luoghi pubblici, resta il fortissimo sospetto che il loro ambiente privilegiato sia la casa e che la tipologia dei delitti abbia titolo di “prossimali”, ovvero: commessi da familiari, conviventi o, comunque, conoscenti delle vittime… Se l’ipotesi è veritiera, e il dato accertato secondo il quale all’interno delle mura domestiche si registra un omicidio ogni due giorni è più che sufficiente suffragio, quale dispiegamento di forze di polizia e/o militare, sarebbe necessario per prevenirli? Volendo seguire questa logica, per garantire la totale sicurezza della persona, sarebbe necessario mettere sotto scorta di almeno un poliziotto ogni singolo cittadino: un assurdo, insomma…
La strada da seguire, sempre insomma, sarebbe un’altra… Quella che, per esempio, porta a una riconsiderazione radicale dei rapporti umani. A partire da quel nucleo che si vuole inossidabile ai tempi e che, invece, mostra tutti i segni di una irreversibile decadenza: la famiglia, questo Totem-&-Tabù che tutto è, ormai, tranne che il nucleo protettivo e “sicuro” che la favoletta pubblicitaria del mulino bianco ci ha insegnato e ci insegna…
Qualche tempo fa, in un altro articolo, proponevo l’impedimento a costituirsi delle famiglie e lo scioglimento di quelle in atto, esattamente come si farebbe per qualsiasi organizzazione criminale. Pur volendo ammettere che la mia fosse una provocazione dettata dai dati statistici dei reati compiuti nel suo ambito – ai quali più sopra accennavo – e che la collocano al vertice più alto della scala dei produttori di crimini (ancora prima delle organizzazioni di stampo mafioso o terroristico e della delinquenza comune), credo sussistano pochi dubbi sul fatto che il suo istituto attenda una aurorale riforma culturale, prima ancora che politica e giuridica. Una riforma che dovrà passare, necessariamente, per lo smantellamento di ogni in auge e ossificato identitarismo della persona, della coppia e, dulcis in fundo ma non ultima, della sessualità.
Ci torneremo…
miro renzaglia








La questione naturalmente è che migliorare le condizioni di sicurezza oggettive, foss’anche solo in termini di polizia del territorio, costa.
Il dispiego di muscoli, le grida manzoniane e l’inasprimento liberticida del controllo sociale sulla “società legale”, invece, non costano nulla, e sono anzi misure che il potere costituito non aspetta altro che avere il pretesto per adottare ed ampliare.
Così, l’Italia è e resta spalancata ai quattro venti alla immigrazione clandestina, mentre quella legale (ad esempio di un manager mandato da un investitore straniero a vegliare sul suo investimento, o di un attore che deve fare la parte del… cinese in un film) diventa impossibilmente difficile e burocratica.
O ancora, tutti i servizi segreti del mondo impazzano sul nostro territorio, ed Echelon intercetta globalmente le nostre comunicazioni, ma in Italia è reato offrire connettività Internet gratuita senza identificare gli utenti, e abbiamo un garante della “privacy” (!) che fruga nelle agendine del cittadino per verificare che abbia debitamente ottenuto un consenso scritto in triplice copia da parte del soggetto di cui è stato innocentemente annotato il numero di telefono.
Qualche tempo fa, in un altro articolo, proponevo l’impedimento a costituirsi delle famiglie e lo scioglimento di quelle in atto, esattamente come si farebbe per qualsiasi organizzazione criminale. Pur volendo ammettere che la mia fosse una provocazione dettata dai dati statistici dei reati compiuti nel suo ambito – ai quali più sopra accennavo – che la collocano al vertice più alto della scala dei produttori di crimini (ancora prima delle organizzazioni di stampo mafioso o terroristico e della delinquenza comune), credo sussistano pochi dubbi sul fatto che il suo istituto attenda una aurorale riforma culturale, prima ancora che politica e giuridica. Una riforma che dovrà passare, necessariamente, per lo smantellamento di ogni in auge e ossificato identitarismo della persona, della coppia e, dulcis in fundo ma non ultima, della sessualità.
Non è tanto la famiglia in sé il problema, istituto che con funzioni diverse è sempre esistito in tutte le comunità umane, quanto, come ho già detto in precedenza, il suo delinearsi dal punto di vista psicologico-affettivo nell’ambito della società moderna e il suo isolarsi dalla vita cmunitaria. Ovviamente mi auguro che le identità sessuali e funzionali nell’ambito della famiglia vengano mantenute
Invece, alla notizia del fatto, ecco il trasversale Partito della Sicurezza recitare a soggetto le parti che conosce meglio e, così, s’ode a sinistra un squillo sfiatato di tromba: “Non avete fatto abbastanza”, con la destra che risponde con un tonfo di tomba: “Faremo di più”. Dove il “non abbastanza” e “il di più” si restringono in un provvedimento di rinnovo e intensificazione della militarizzazione urbana, come promesso (o minacciato), con una sollecitudine sospetta per tempestività, dal Ministro dell’Interno e come se, da quando è stata varata la legge del luglio 2008, si fosse registrato il benché minimo risultato positivo nella prevenzione di questa efferata tipologia di reato.
Nell’avversare questa deriva securitaria e che può colpire indistintamente tutti i cittadini non puoi trovarmi che d’accordo. Tuttavia non è l’uso di telecamere in sé o l’impiego di militari per pattugliare le strade a creare inquietudine, quanto l’idea, pericolosissima, che si debba esercitare un controllo capillare su tutti i cittadini, considerati tutti potenziali criminali o potenzialmente proni alla “corruzione” (vedi provvedimenti anti-lucciole, che avrebbero in sè buone ragioni di ordine pubblico se fossero mirati a confinare il fenomeno prostituzione in spazi dove il suo esercizio non sia pregiudizievole per il decoro urbano o la pubblica moralità, ma diventano improponibili nel momento in cui invece si propongono in linea di principio di moralizzare radicalmente la vita individuale, checché si affermi il contrario; in Svezia e Norvegia sono già molto avanti su questa deprecabile linea); d’altra parte questo modo di considerare la politica ha radici proprio nella modernità e in particolare nella Rivoluzione francese, come si evince da questa frase di Robespierre, che fa da contrappunto a quella di Benjamin Franklin posta in capo al testo: “Nel sistema della Rivoluzione francese ciò che è immorale è impolitico e ciò che è corruttore è controrivoluzionario”
Non è tanto la famiglia in sé il problema, istituto che con funzioni diverse è sempre esistito in tutte le comunità umane, quanto, come ho già detto in precedenza, il suo delinearsi dal punto di vista psicologico-affettivo nell’ambito della società moderna e il suo isolarsi dalla vita comunitaria.
assolutamente d’accordo…
Ovviamente mi auguro che le identità sessuali e funzionali nell’ambito della famiglia vengano mantenute
io, invece, no…
Potresti chiarirmi meglio il tuo pensiero?
Così, l’Italia è e resta spalancata ai quattro venti alla immigrazione clandestina, mentre quella legale (ad esempio di un manager mandato da un investitore straniero a vegliare sul suo investimento, o di un attore che deve fare la parte del… cinese in un film) diventa impossibilmente difficile e burocratica.
Questo è particolarmente importante.
Di fatto tutti gli sforzi e le grida di Bossi e compagni non hanno fatto che ottenere l’effetto opposto a quello desiderato: un’invasione allogena extraeuropea demograficamente sovverchiante.
Perchè?
Perchè la Destra, così come la sinistra, cade preda di un controsenso logico, noto come assimilazionismo.
Ovvero: quante volte sentiamo Borghezio o Calderoli dire “Se stanno qui devono rispettare le nostre leggi e valori ecc…”.
la quale cosa è una castronata pazzesca, perchè passa non solo per il livellamento culturale dell’interessato, ma anche e sopratutto del nostro, sempre più repressi, con l’unica libertà concessa di consumare a più non posso, relegati ad essere apparati digerenti.
In pratica culi con una bocca.
Prendiamo l’ultimo, vigliacco, truce episodio avvenuto la settimana scorsa a Guidonia di Roma: cinque criminali, probabilmente di nazionalità est-europea, prima rapinano una coppia di fidanzatini appartati in auto a scambiarsi effusioni, poi sequestrano lui nel bagagliaio e, a turno, violentano lei. Assicurati alla giustizia, come è sperabile accada al più presto, la castrazione chimica e venti anni di galera sarebbero atti dovuti con clemenza… Il che sarebbe operato di una efficiente macchina investigativa e di un rapido percorso giudiziario che porti alla condanna degli attori delinquenti in un quadro di normale stato di diritto, senza bisogno di scomodare alcuna emergenza… Nelle more, sarebbe necessario avviare una seria riflessione sulle condizioni cultural-socio-ambientali che determinano e pongono in essere tali atti criminosi e, nei limiti della provvidenza umana, cercarne i rimedi…
Prendiamo l’ultimo, vigliacco, truce episodio avvenuto la settimana scorsa a Guidonia di Roma: cinque criminali, probabilmente di nazionalità est-europea, prima rapinano una coppia di fidanzatini appartati in auto a scambiarsi effusioni, poi sequestrano lui nel bagagliaio e, a turno, violentano lei. Assicurati alla giustizia, come è sperabile accada al più presto, la castrazione chimica e venti anni di galera sarebbero atti dovuti con clemenza… Il che sarebbe operato di una efficiente macchina investigativa e di un rapido percorso giudiziario che porti alla condanna degli attori delinquenti in un quadro di normale stato di diritto, senza bisogno di scomodare alcuna emergenza… Nelle more, sarebbe necessario avviare una seria riflessione sulle condizioni cultural-socio-ambientali che determinano e pongono in essere tali atti criminosi e, nei limiti della provvidenza umana, cercarne i rimedi…
Così, l’Italia è e resta spalancata ai quattro venti alla immigrazione clandestina, mentre quella legale (ad esempio di un manager mandato da un investitore straniero a vegliare sul suo investimento, o di un attore che deve fare la parte del… cinese in un film) diventa impossibilmente difficile e burocratica.
Questo è particolarmente importante.
Di fatto tutti gli sforzi e le grida di Bossi e compagni non hanno fatto che ottenere l’effetto opposto a quello desiderato: un’invasione allogena extraeuropea demograficamente sovverchiante.
Perchè?
Perchè la Destra, così come la sinistra, cade preda di un controsenso logico, noto come assimilazionismo.
Ovvero: quante volte sentiamo Borghezio o Calderoli dire “Se stanno qui devono rispettare le nostre leggi e valori ecc…”.
la quale cosa è una castronata pazzesca, perchè passa non solo per il livellamento culturale dell’interessato, ma anche e sopratutto del nostro, sempre più repressi, con l’unica libertà concessa di consumare a più non posso, relegati ad essere apparati digerenti.
In pratica culi con una bocca.
Prendiamo l’ultimo, vigliacco, truce episodio avvenuto la settimana scorsa a Guidonia di Roma: cinque criminali, probabilmente di nazionalità est-europea, prima rapinano una coppia di fidanzatini appartati in auto a scambiarsi effusioni, poi sequestrano lui nel bagagliaio e, a turno, violentano lei. Assicurati alla giustizia, come è sperabile accada al più presto, la castrazione chimica e venti anni di galera sarebbero atti dovuti con clemenza… Il che sarebbe operato di una efficiente macchina investigativa e di un rapido percorso giudiziario che porti alla condanna degli attori delinquenti in un quadro di normale stato di diritto, senza bisogno di scomodare alcuna emergenza… Nelle more, sarebbe necessario avviare una seria riflessione sulle condizioni cultural-socio-ambientali che determinano e pongono in essere tali atti criminosi e, nei limiti della provvidenza umana, cercarne i rimedi…
Prendiamo l’ultimo, vigliacco, truce episodio avvenuto la settimana scorsa a Guidonia di Roma: cinque criminali, probabilmente di nazionalità est-europea, prima rapinano una coppia di fidanzatini appartati in auto a scambiarsi effusioni, poi sequestrano lui nel bagagliaio e, a turno, violentano lei. Assicurati alla giustizia, come è sperabile accada al più presto, la castrazione chimica e venti anni di galera sarebbero atti dovuti con clemenza… Il che sarebbe operato di una efficiente macchina investigativa e di un rapido percorso giudiziario che porti alla condanna degli attori delinquenti in un quadro di normale stato di diritto, senza bisogno di scomodare alcuna emergenza… Nelle more, sarebbe necessario avviare una seria riflessione sulle condizioni cultural-socio-ambientali che determinano e pongono in essere tali atti criminosi e, nei limiti della provvidenza umana, cercarne i rimedi…
Quello sulle ragioni culturali del crimine è ambiguo.
Sa quasi di sinistrese, per cui un criminale non è mai tale, ma è solo una vittima della società che non gli offre una alternativa.
Quello sulle ragioni culturali del crimine è ambiguo.
Sa quasi di sinistrese, per cui un criminale non è mai tale, ma è solo una vittima della società che non gli offre una alternativa.
senti, ma aver scritto che agli stupratori di Guidonia andrebbe comminata la castazione chimica oltre a vent’anni di galera ti sembra una concessione alle teorie “sinistre” della deresponsabilizzazione soggettiva del delitto?
così, tanto per capire…
Infatti ho detto che è una frase ambigua.
E senza smania di voler contrastare, ho chiaramente esposto la mia idea.
Invitando ad un chiarimento.
ho chiarito abbastanza?
Quello sulle ragioni culturali del crimine è ambiguo.Sa quasi di sinistrese, per cui un criminale non è mai tale, ma è solo una vittima della società che non gli offre una alternativa.
Salve Cyrano, provo a sciogliere questa supposta ambiguità interpretando quello che ha scritto Miro all’interno di un articolo puntuale e giusto. Naturalmente lo interpreto attraverso categorie che possono non essere condivise da Miro stesso; in quel caso la sua osservazione sarà servita come spunto per un approfondimento.
La ferocia con la quale oggi gli uomini si accaniscono contro le donne ha origine demonica. Con questo termine indico non, o non solo, il diavolo della iconografia critiana, ma un vortice di forze esistenti nell’essere umano e nel suo mondo, normalmente sopite e “regolate” dal Rito, dalla Guerra, dai Misteri. La perdita di ogni centro spirituale e di ogni riferimento sociale di autorità, la desacralizzazione di qualunque esperienza umana, non ha fatto scomparire i Demoni. Al contrario li scatena e li rende visibili ed operanti nel nostro quotidiano. Tutto l’attuale apparato culturale e sociale alimenta un vortice che attiva gli strati più bassi e animaleschi dell’uomo. Pochi riescono a sottrarsi da questa influenza, perchè l’essere umano è un essere psichicamente debole. Anche le donne sono partecipi di questa “violenza collettiva”. In questi casi rappresentano la vittima, ma spesso diventano carnefici a loro volta: quante volte ascoltiamo inorriditi di madri che uccidono i loro bambini neonati sbattendoli contro un muro, o soffocandoli o fracassando loro un cranio ancora tenero?
Tutti sono preda di una crescente isteria collettiva volutamente alimentata da televisione, giornali, musica.
Dostoevskij ne “I demoni”, uno dei miei libri preferiti, ci racconta, tra le altre cose, come una sola persona e qualche volantino, conditi da una sufficiente aura di potere, possano
sobillare animi di gente semplice e devota, scatenando demoni interiori che conducono all’autodistruzione.
La relazione tra l’individuo e il mondo circostante è importante anche se non annulla la responsabilità personale. Tuttavia vedere oggi dei criminali che hanno lo sguardo perso nel vuoto e paiono ipnotizzati o, peggio, distaccati rispetto alla loro colpa (mi viene in mente lo sguardo sereno di Raffaele e della Amanda americana) lascia immaginare individui sopraffatti dai propri istinti più orrendi.
Saluti.
A parte che Raffaele e Amanda sono persone innocenti fino a prova contraria (piccola chiosa: non è mai stato celebrato un processo in cui il colpevole di un crimine sia già stato giudicato tale e condannato con una formula che esclude altrui responsabilità), il suo ragionamento, Amanda, mi pare viziato da alcune considerazioni di fondo.
1) Se così fosse i crimini violenti dovrebbero essere in costante aumento.
Così non è, almeno non nella forma che sembra profilarsi da una analisi così “spietata” come la sua.
2) Quale è il confine fra società e individuo?
La Volontà.
è inutile girarci intorno.
Se io sono un depravato, che gode nel penetrare con la forza donne innocenti, lo faccio.
Se io fantastico sullo supro ma non ne commetto, sono un brav uomo.
3) Pur da un punto di vista radicalmente, sideralmente diverso, il suo ragionamento sembra riportare alla luce le bazze pseudomarxiste su struttura e sovrastruttura.
Che sono solo un alibi.
Gli stessi fondamenti della mia visione delle cose mi escludono dalla ideologia marxista, che mi pare più vicina alla sua considerazione egualitaria per cui ogni uomo nascerebbe con una propria Volontà. Io non credo che gli uomini siano tutti uguali, e ho cercato di spiegare che proprio la mancanza di qualcosa in alcuni uomini,”qualcosa” che possiamo anche chiamare Volontà, abbinata ad una perversa volontà collettiva origina violenza. Non sono così ipocrita da pensare che fantasticare su uno stupro sia cosa diversa dal commetterlo! Anzi, al contrario, facendo riferimento a forze demoniche ESISTENTI, penso ai demoni che si imposessano del corpo dei maiali conducendoli nel precipizio, per tornare a Dostoevskij. Il male è tale anche se non manifestato.
). (Amanda e Raffaele forse non sono colpevoli, e forse ho sbagliato esempio, si vedrà; ma questo non cambia la mia opinione sulla società attuale). Ci tengo a precisare che con questo non metto in secondo piano la responsabilità dell’individuo nel crimine: il cedimento interiore e la barbarie rimangono sempre e comunque una scelta.
Guarderò le statistiche e potrò rispondere, però il mio ragionamento non riguarda i numeri, ma una ipotesi di studio sulla origine della attuale violenza tra individui. Peraltro rivendico con piacere il fatto che il mio ragionamento sia “viziato”. Infatti è basato su giudizi di parte e convinzioni precise che sono derivate da una infinità di elementi dei miei studi e della mia vita. Non pretendo nè voglio essere “oggettiva” in questo caso. Tanto più che l’oggettività è di sinistra
A presto.
Io ho chiaramente esplicato che la sua visone delle cose è sideralmente diversa da quella marxista, ma che mi sembrava portare in quella direzione.
Sull’egualitarismo…”Nulla vedo i uqesto modno che non sia Volontà Di Potenza”.
Nietzche.
NB: il riferimento naturalmente è alla musica cosiddetta pop, elemento scatenante di demonie profonde! Non certo a quella considerata “satanica” dai benpensanti:-)
a me, personalmente, la musica pop non ha mai scatenato alcun demone, né profondo né di superfice…
e non credo di essere un soggetto particolarmente immune dai demoni…
tutt’altro…
Nel 1990 lavoravo a Roma in un’emittente radiofonica nei pressi di Castel Sant’Angelo. Arrivavo nella Capitale alle 6.00 di ogni mattina (prendendo il primo treno utile), poi la metropolitana (Termini) o a piedi attraversando una buona parte della città. Tornavo a casa, di sera, (prendendo sempre un treno) in un orario compreso tra le 20.00 e le 22.00. Una mattina di dicembre (faceva un freddo cane) stavo scendendo lungo le scale della metro Termini quando tre uomini di età compresa tra i 30 ed i 50 anni mi passarono accanto ridendo ed ammiccando. Uno mi diede una pacca sul sedere. Mi girai di scatto (a quei tempi ero ancora molto agile, snella e ben allenata) e gli diedi una borsata in faccia (era l’unica “arma” in mio possesso). I tre rimasero sorpresi dalla reazione e scapparono… E fin qui non c’è nulla di strano. Gli è che al fatto erano presenti altre persone che avevano assistito a tutta la scena.. Nessuno disse o fece nulla.. nella totale indifferenza… Quella totale malata indifferenza che ancora oggi alimenta le famiglie, i sessi, le rappresentanze politiche (dove sarebbero finite tutte le signore della sinistra e della destra e del centro? Non le ho sentite blaterare tanto in questi giorni…), le forze dell’ordine, le strutture sociali, qello che vi pare… Resta una schifosa solitudine, alla fine… Fino alla prossima volta.. alla prossima persona (uomo, donna, ragazzi o bambini)… Che importa… Finché non ti tocca da vicino.. ed anche lì bisogna vedere… Non ci sono soluzioni perché non le si vuole trovare.. A me quella voltà andò bene… Ma da quel giorno ho girato “armata” per parecchio tempo… Ma a chi non è stato/a fortunato/a… Che pezza gli mettiamo? Quale collante? Quale balsamo lenitivo.. Siete mai stati in una sede del Telefono Rosa? Io ci andai, sempre in quel lontano 1990, per un reportage sulla violenza sessuale.. Donne distrutte, di qualsiasi età e ceto, bambini con gli occhi sgranati dalla paura che si nascondevano… E mi furono raccontate cose che mi fecero piangere… Altro non si poteva fare… Non avevo più certezze… non avevo più nulla… Se non un senso di schifo che nessuna teoria.. nessuna psicologia… sociologia.. legge…. tribunale od altro… avrebbe mai potuto mondare… Ed ancora oggi non so cosa dire… Mi dispiace….
Questa regalataci da Susanna è la terrorizzante fotografia della realtà che penso devasti ogni animo ed ogni intelletto. Perchè poi di fronte alle cronache di questi eventi l’impulso è quello di dar fuoco a tutto. Proprio a tutto.
Noto con estrema tristezza che nessuno – nessuno – coglie la vera essenza del pezzo di Miro…
Vi è chiaro il numero di violenze che avviene nelle mura domestiche? Perché si parla dei quattro-cinque stupri che avvengono per strada e non delle centinaia (migliaia? Decine di migliaia? Centinaia di migliaia?) di violenze che avvengono in famiglia?
Qui si parla di musica demoniaca, paccate, coppie gay che non sia mai vengano riconosciuti loro diritti… e emerite cazzate del genere….
Ma qualcuno che dibatta sul tema a mio avviso cruciale del pezzo di Miro – ma il mio è un punto di vista personalissimo, per carità, e dunque posso anche sbagliarmi – del pezzo….l’”aurorale” riforma culturale, prima che politica e giuridica, della famiglia…
Gentile Lucilla, ognuno in questa sede esprime il proprio personalissimo giudizio e non le cosiddette “cazzate”…. una piccola sfumatura… L’aurorale riforma culturale della famiglia sarebbe auspicabile se “SOLTANTO” fosse possibile la sua attuazione. Mi sembra, però, che ciò non sia momentaneamente in essere. Un po’ come la morte per Eluana Englaro… Un po’ come considerare una puttana una persona al pari delle altre… E provi un po’ a domandarsi sul perché? Ed il percome…. Crede che una violenza sia diversa, nel risultato, dall’altra? Nelle modalità d’attuazione ne possiamo discutere per del tempo… Crede che ci sia differenza nell’essere violentati in casa o per strada? Crede che sia la razza a fare la sfumatura della violenza? O l’età della vittima e del carnefice? Od il suo status? O la connotazione politica? La famiglia resta quello che è perché così deve essere per i “piani alti”. Perché sono una Chiesa ed uno Stato a volerlo per proprio benessere e conto, in primis, economico e poi di tutto il resto… Perché ci deve essere la cerimonia del matrimonio (laico o religioso che sia), il battesimo e tutti i crismi, i santi ed i paradisi… Vorrei sapere se c’è qualcuno che in questa sede non è caduto od è stato fatto cadere, anche contro il proprio volere, in queste trappole… Io conosco solo una persona che ha chiesto che gli venisse tolto il sacramento del battesimo. Gli è stato negato… Io so solo di me stessa che ho sempre considerato il matrimonio un’inutilità, il nucleo famigliare di base allargato (perché i figli non sono solo quelli biologici o da certificato di nascita, perché i “parenti” non sono solo quelli di sangue o di nomen), Dunque di cosa parliamo? Abbiamo tutti il coraggio di agire veramente al di là degli schemi, rompendo gli argini? O preferiamo continuare a chiacchierare come avviene nei salotti della “buona” società e politica?
Singolare che tutti possano esprimere il loro personalissimo giudizio, tranne la sottoscritta… ma chiedo scusa se ho offeso qualcuno, non era mia intenzione.
Detto questo era proprio questo il punto: non ci sono le condizioni perché la riforma culturale della famiglia sia posta in essere, è vero. Ma trovavo interessante dibattere proprio su perché e il per come.
E ovviamente non credo affatto che vi sia differenza tra una violenza e l’altra: dicevo solo che si parla troppo poco di quello che avviene alle donne dentro le mura domestiche, soprattutto se si guardano i dati Istat a cui fa riferimento Miro, è drammatico l’altissimo numero di violenze domestiche non denunciate.
http://www.istat.it/salastampa/comunicati/non_calendario/20070221_00/testointegrale.pdf
No, se ne parla… eccome ma dice il detto che non c’è peggior sordo di quello che non vuole o voglia sentire… Poi possiamo anche “discettare” della violenza sessuale ed altro nell’oltre sugli handicappati (mi si perdoni il non uso del politicamente corretto linguistico)… Ma anche qui… si aspetta “solo” la prossima volta… e si gioca ignobilmente a scaricare il barile delle responsabilità… sulla pelle delle vittime… Porta a Porta di ieri sera docet…
Susanna Dolci
Ti cito un pezzettino dell’analisi Istat: “Nella quasi totalità dei casi le violenze non sono denunciate. Il sommerso è elevatissimo… raggiunge circa il 93% di violenze subite da partner. Anche nel caso degli stupri la quasi totalità non è denunciata (91,6%). È consistente la quota di donne che non parla con nessuno delle violenze subite (33,9% per quelle subite dal partner).
Il Governo invece dice, dalla scorsa settimana, che le leggi sul tema sono migliorate negli ultimi 8 anni (dove non ho capito), che la percentuale delle persone (non specifico il sesso) che subisce le violenze e denuncia è aumentata vertiginosamente negli ultimi 5 anni.. Quindi uno dei due (Istat o Governo) è bugiardo o soffre di qualche tara mentale… E sinceramente sono anche stanca di dover leggere solo statistiche senza vedere effettivi e reali riscontri risolutivi… Sembra che vengano redatte per essere poi usate come carta da bagno e dimenticate nello scarico…. Ma, vedi Lucilla (passo al tu se me lo permetti), non è questo il punto a mio avviso su cui soffermarci. La questione è, semplicemente: perché mantenere status sociali superati e nodi gordiani di malesseri infiniti, quando una spinta propulsiva non dettata da una mera castrazione tradizionalista e di “buona facciata” sociale potrebbe ridare all’essere umano (ed anche qui non specifico il sesso) quella che vuolsi definire dignità? E qui ancora batto sul fatto che, ad esempio, non si voglia far morire Eluana Englaro… che una puttana è e resta una puttana anche se si dovesse arrampicare sugli specchi con le unghie spezzate. Che per carità se violenza deve essere che sia rigorosamente di stampo razziale o da sballi o altre “mere scuse” od altri “meri palliativi” da struzzo con testa nella sabbia… pur di non affrontare quel che si deve guardare in faccia…. Ci dovrebbero essere il coraggio e l’azione…. Ci dovrebbero… In quella mattina del 1990 i tre della metropolitana che ho citato erano bianchi, italiani e lucidi….
Ma qualcuno che dibatta sul tema a mio avviso cruciale del pezzo di Miro – ma il mio è un punto di vista personalissimo, per carità, e dunque posso anche sbagliarmi – del pezzo….l’”aurorale” riforma culturale, prima che politica e giuridica, della famiglia…
Luciana, è giusto quello che dici. L’argomento è di portata spaventosa, ed è difficile affrontarlo qui in una sede che richiede un dibattito abbastanza serrato.
Le questioni sono due: radere al suolo il concetto stesso di nucleo familiare e creare un nuovo modello di relazione tra Uomo e Donna. Entrambi i percorsi sono intricatissimi perchè i pregiudizi sono infiniti a mio parere. Io per esempio immagino che una relazione sana tra uomo e donna si possa creare solo quando l’Uomo, consapevole di essere Centro Spirituale, guida nel mondo, e oltre il mondo, la sua Donna, che deve sapere di essere Potenza infinita ed indispensabile per quel Centro.
Però questo equilibrio, che potrebbe compensare ed arginare la violenza familiare ed extra familiare, è sottile e fa parte di un vero e proprio percorso di formazione.
Posso dire che nella Roma arcaica i matrimoni non erano per tutti. Esistevano le unioni naturali, più o meno regolamentate, e poi i matrimoni veri e propri, come la conferratio.Unioni sacre riservate a coloro che avessero davvero raggiunto quello stato “eroico” di equilibrio dinamico che caratterizza la relazione tra potere maschile e potenza femminile.
Oggi? Pensi che sarebbe suffiente eliminare il concetto di famiglia per risolvere tutto? Io non penso, anche se solleticano la mia anima più anarchica quelle parole di Miro…
Luciana, è giusto quello che dici. L’argomento è di portata spaventosa, ed è difficile affrontarlo qui in una sede che richiede un dibattito abbastanza serrato.Le questioni sono due: radere al suolo il concetto stesso di nucleo familiare e creare un nuovo modello di relazione tra Uomo e Donna. Entrambi i percorsi sono intricatissimi perchè i pregiudizi sono infiniti a mio parere. Io per esempio immagino che una relazione sana tra uomo e donna si possa creare solo quando l’Uomo, consapevole di essere Centro Spirituale, guida nel mondo, e oltre il mondo, la sua Donna, che deve sapere di essere Potenza infinita ed indispensabile per quel Centro.
Mah, Amanda… io penso che sia la donna il motore del mondo, e in chiave del tutto antifemminista. Dunque partiremmo da due visioni diverse. Ma la “riconsiderazione radicale dei rapporti umani” secondo me è un tema sul quale vale la pena confrontarsi, anche serratamente. Mi piace la tua considerazione sulla Roma Arcaica, Ma anche qui capovolgerei il concetto se dovessimo applicarlo all’attualità: coloro che raggiungono “lo stato eroico di equilibrio dinamico che caratterizza la relazione tra potere maschile e potenza femminile” che bisogno avrebbero di conferratio o come si chiama?
Infine: mai detto che tutto si risolverebbe con lo scioglimento dela famiglia. Ma mi piaceva l’idea di poter discutere qui, su un concetto come questo: “una riforma che dovrà passare necessariamente attraverso lo smantellamento di ogni in auge e ossificato identitarismo della persona, della coppia e, dulcis in fundo, ma non ultima, della sessualità”.
Sarebbe interessante confrontarsi sulle cose da cui si potrebbe cominciare.
Ps: “quando luce manca alla tua ora”… mi chiamo Lucilla, Luce, se vuoi.
Ovviamente mi auguro che le identità sessuali e funzionali nell’ambito della famiglia vengano mantenute
speriamo!
Assicurati alla giustizia, come è sperabile accada al più presto, la castrazione chimica e venti anni di galera saranno atti dovuti con clemenza…
Visto che certe pulsioni sono in alcuni inestirpabili io adotterei una strategia doppia. Quello che propone Miro come regola e modus corrente e ciò che è delineato ne “La settima vittima”, splendido racconto di fantascienza inserito ne “Le meraviglie del possibile”, come modus per coloro che non ne sanno fare a meno.
Puoi iscriverti ad un club dove per la prima volta sei stupratore e cacci la tua vittima, che ha il diritto di difendersi fino ad ucciderti. Una volta stuprata la tua vittima devi essere, per un turno, vittima tu e potrai fare nuovamente lo stupratore solo se ti sottoporrai alla violenza dello stupratore di turno o se riuscirai ad ucciderlo). tutto questo vale naturalmente solo tra gli iscritti (volontariamente) al club. Il tutto normato, non clandestino (questo suppongo già esista).
Nel senso che la sola repressione da sola non serve (anche se è necessaria)
La prevenzione e l’educazione al sentimento necessita di tempi lunghi, di cultura (anche se è necessaria)
Una palestra (se volete ripugnante) dove tra iscritti consenzienti si scarichino gli istinti belluini più bassi può rappresentare la valvola disgustosa di troppo pieno che impedisce l’esplosione.
Nel contempo pensare, anche in seno alla famiglia, a una riconsiderazione radicale dei rapporti umani, lo trovo sacrosanto se quel “radicale” viene inteso come benefica rifondazione.
Se invece quel “radicale” apre a soluzioni di tipo spartano, allora non sono più tanto d’accordo.
Nonostante tutto non ho mai amato troppo le istituzioni totalizzanti (di cui anche la famiglia, se mal interpretata, fa parte).
Sapete qula’è la maledetta verità… Che qui tutto è virtuale mentre la realtà e là fuori… e non basta un click su un tasto per resettare, salvare o spegnere…. non bastano cifre messe in colonna per dare un “X” risultato statistico…. Amaramente mi domando per quanto tempo ancora… Per quanto dolore e sangue… ancora… Amaramente….
Il Governo invece dice, dalla scorsa settimana, che le leggi sul tema sono migliorate negli ultimi 8 anni (dove non ho capito), che la percentuale delle persone (non specifico il sesso) che subisce le violenze e denuncia è aumentata vertiginosamente negli ultimi 5 anni.. Quindi uno dei due (Istat o Governo) è bugiardo o soffre di qualche tara mentale… E sinceramente sono anche stanca di dover leggere solo statistiche senza vedere effettivi e reali riscontri risolutivi… Sembra che vengano redatte per essere poi usate come carta da bagno e dimenticate nello scarico…. Ma, vedi Lucilla (passo al tu se me lo permetti), non è questo il punto a mio avviso su cui soffermarci. La questione è, semplicemente: perché mantenere status sociali superati e nodi gordiani di malesseri infiniti, quando una spinta propulsiva non dettata da una mera castrazione tradizionalista e di “buona facciata” sociale potrebbe ridare all’essere umano (ed anche qui non specifico il sesso) quella che vuolsi definire dignità? E qui ancora batto sul fatto che, ad esempio, non si voglia far morire Eluana Englaro… che una puttana è e resta una puttana anche se si dovesse arrampicare sugli specchi con le unghie spezzate. Che per carità se violenza deve essere che sia rigorosamente di stampo razziale o da sballi o altre “mere scuse” od altri “meri palliativi” da struzzo con testa nella sabbia… pur di non affrontare quel che si deve guardare in faccia…. Ci dovrebbero essere il coraggio e l’azione…. Ci dovrebbero… In quella mattina del 1990 i tre della metropolitana che ho citato erano bianchi, italiani e lucidi….
Susanna pensi che io possa essere discorde su una sola delle parole che tu dici? Eluana è l’esempio di mancanza di coraggio e azione più eclatante, ma ne potremmo fare a migliaia… ma la mera castrazione tradizionalista e di buona facciata di cui parli tu, non è una bestia che non si può combattere… Io credo che già solo discuterne non sia un esercizio inutile.
Non capisco perchè il mondo degli amanti dei valori, della famiglia, dei ruoli imposti, abbia sempre così paura, debba sempre tirar fuori questo “spero che non accada”, ogni qualvolta si parla anche di cose così gravi.
Sarà che la violenza sessuale nasce proprio da questi valori, da questo nucleo famigliare da conservare a tutti i costi? Sarà che all’isterismo dei conservatori, corrisponda un isterismo di questi esseri che vedono minacciata la loro identità, il loro ruolo in questa società?
Sarà.
Sarà che sono un pò femminista, un pò pure sessantottino.
Ma c’è veramente bisogno di un bel colpo di spugna a questo mondo di gente in crisi, che puzza veramente di vecchio.
Sarà che sono un pò femminista, un pò pure sessantottino.
Ecco in questo caso, caro Simone, lascia stare il femminismo… Quintali di parole delle femministe (famosi i reportage della Dacia Maraini, pubblicati da Einaudi) che non sono servite a nulla… Oggi come cinquant’anni fa… Dove saranno, oggi, quelle “Donne mie” sulle quali la Maraini tanto discettava.. Là ancora in quell’angolo periferico… Là nell’ignoranza.. nella bestialità.. La sole, abbandonate e fors’anche morte… Là loro e nel comodo silenzio tutte le signore della politica…
Lascialo stare il femminismo che di danni ne ha fatti assai…
Susanna pensi che io possa essere discorde su una sola delle parole che tu dici? Eluana è l’esempio di mancanza di coraggio e azione più eclatante, ma ne potremmo fare a migliaia… ma la mera castrazione tradizionalista e di buona facciata di cui parli tu, non è una bestia che non si può combattere… Io credo che già solo discuterne non sia un esercizio inutile.
Allora, mia cara, lasciamo da parte statistiche ed ammenicoli teorici che puzzano di stantio e che non interessano nessuno… nemmeno quelli che li preparano… Io sono ancora furente… dopo tanto tempo.. di quella pacca al sedere.. E sono passati quasi 20 anni… e sono stata fortunata… Ma in tutti questi anni non è cambiato un emerito ceppo… Continuano i silenzi e le indifferenze, di tutti… dalle famiglie alle istituzioni… Troppo facile dire, “io lo punirei così o cosa”… BLa, BLa, BLa… Sarebbe meglio domandarsi, in prima battuta: “Cosa farei se sapessi che un X persona a me vicina è stata violentata?”. Cosa rispondereste.. Ditemi… maschietti e femminucce… Sapete, nonostante siano passati tanti anni, quando prendo la metro alla Stazione Termini, ci penso ancora a quella mattina.. ci penso ancora…
Allora, mia cara, lasciamo da parte statistiche ed ammenicoli teorici che puzzano di stantio e che non interessano nessuno… nemmeno quelli che li preparano… Io sono ancora furente… dopo tanto tempo.. di quella pacca al sedere.. E sono passati quasi 20 anni… e sono stata fortunata… Ma in tutti questi anni non è cambiato un emerito ceppo… Continuano i silenzi e le indifferenze, di tutti… dalle famiglie alle istituzioni… Troppo facile dire, “io lo punirei così o cosa”… BLa, BLa, BLa… Sarebbe meglio domandarsi, in prima battuta: “Cosa farei se sapessi che un X persona a me vicina è stata violentata?”. Cosa rispondereste.. Ditemi… maschietti e femminucce… Sapete, nonostante siano passati tanti anni, quando prendo la metro alla Stazione Termini, ci penso ancora a quella mattina.. ci penso ancora…
Susanna, guarda che è Miro che ha citato l’Istat per primo e io, dato che avevo dei dubbi su quei dati, sono andata a leggermi l’indagine e mi ha colpito il dato sul sommerso. Ma è chiaro che non possiamo affrontare la questione con i numeri e hai ragione quando dici che non interessano nemmeno quelli che li preparano.
Ti racconto due casi. Il primo risale a molti anni fa, ed è quello di una cara amica che aveva subito violenza sessuale dal suo ragazzo. Ebbene, a parte il fatto che prima che me lo confessasse, passarano settimane (e credimi, io avevo capito che c’era qualcosa di molto serio che non andava,sapevo che lui era un animale, ma mai avrei immaginato) non ci fu verso di farle denunciare la cosa. Era terrorizzata, lui era un violento e alzò le mani anche su mia sorella, solo perché cercava di difendere la nostra comun amica. Fu la mia famiglia a denunciarlo. Ma credi sia servito a qualcosa? Credo che ne sia uscito completamente indenne… non c’era nulla di refertato e la ragazza non volle venire a testimoniare…
L’altro riguarda invece una mia ex-collega a Mediaset. Lei subì violenza, da uno straniero stavolta. Ebbene, dopo mesi in cui si vociferava in redazione di questa storia, la collega decise di parlare, di tornare sul luogo del delitto. Raccontò che ebbe la prontezza di chiamare il 113 e lasciare il telefonino acceso, tanto che la polizia la raggiunse e lui per fortuna era così ubriaco che non riuscì a violentarla, ma la fece spogliare, glielo mise in bocca e la minacciò tutto il tempo con un coltello. E questo racconto lo fece davanti alla telecamera, e il mio cinico direttore non si lasciò sfuggire l’occasione di mandarlo in onda. Beh, in fondo non aveva torto, perché a parte che per la collega fu un atto liberatorio importante, fu un esempio anche per molte donne. Qualcuna ebbe il coraggio di parlare, dopo quel servizio. E in redazione arrivarano molte lettere di solidarietà e di ringraziamento…
Ma alla fine anche qui: il tizio si è fatto qualche mese dentro, poi è tornato in libertà…
Alla fine come fa a passarti la rabbia quando non c’è nemmeno giustizia?
La donna che sposerò ha subito violenza sessuale da ragazza.
Cosa fare?
Non saprei.
Se non ascoltare, aspettare, essere pazienti e fiduciosi.
E non rivolgersi a strizzacervelli.
Quando andai alla sede del Telefono Rosa di Roma (era in centro, zona Corso mi pare, una volta), mi si spaccò il cuore… Entrai in un grande appartamento pieno di sedie, tavoli e librerie… C’era una donna seduta.. era di profilo.. Una bella donna romana… vestita bene e con preziosi gioielli… Quando mi mostrò l’altro lato del suo viso, rimasi senza parole… Era nero pesto.. pareva che avesse sbattuto contro un treno… Ai suoi piedi giocava una bimba di 5 anni… Non era sua figlia bensì prole di una giovane donna con un braccio ingessato… Rimasi in silenzio, seduta… ad ascoltare i lamenti, le lacrime, le parole di sofferenza… Ad un certo punto giunse una delle responsabili con la quale avevo un appuntamento per un’inetrvista…. Non parlammo molto, non parlammo di numeri e statistiche… Ascoltammo quello che il Dolore ci raccontava.. E la domanda, di molte, ricorrente: “che cosa devo fare?”… Uscìì per la strada confusa, in mezzo al traffico… e non avevo nessuna risposta…
Quando tornai a casa la sera della metropolitana, sorrisi a mia madre… non le dissi nulla…. feci un lungo bagno caldo (l’acqua è sempre stata per me una sicurezza)… gettai i pantaloni che indossavo quella mattina… baciai i miei genitori senza dir loro niente se non una buonanotte… non avrebbero saputo reagire nel migliore dei modi (questo è uno dei cardini della porta familiare da oliare ben bene)… ed andai a dormire… Avrei avuto pazienza (Cyrano hai ragione ed anche sull’inutilità degli psicologi)… Avrei avuto ulteriore vita senza disincanto… Ed ero fortunata… e già grande e navigata nelle tempesete (25 anni)….
Scusami la domanda personale: poi quando hai avuto il coraggio di parlarne, oltre che con Telefono Rosa? Con chi? Perché io credo che parlarne con chi ti vuol bene e ti può offrire una carezza sia comunque consolatorio, non serve a molto ma un po’ ti libera. La mia amica, che ancora vedo quando vado a Napoli, me lo ripete sempre (e io non dimentico mai il giorno in cui mi raccontò) e si pente ancora di non aver fatto nulla per reagire…
La rabbia, la diffidenza, la paura, non l’hanno mai abbandonata, da allora.
No… Guarda al telefono Rosa andai soprattutto per lo “sporco lavoro” di cronaca.. (tu capisci cosa significa “sporco lavoro” giornalistico)… Ne parlai con un camerata.. Capì e non capì.. Ma io sono un po’ a parte… vengo da esperienze sul campo di battaglia in presa diretta… di dura e dolorosa presa diretta della realtà… sin dalla nascita… Ho imparato ad armare me stessa… ad amare… a combattere… David Grossman (mi si perdoni se cito questo scrittore) direbbe “corri con le tue paure… corri come hai sempre fatto… trovale un ritmo”… Con un coltello in tasca però… sino a qualche mese… Ma per favore, abbiate sempre una parola per chi non riesce a dire… Ed ascoltatene sempre gli incubi… La paura diventerà la più sincera delle amiche….
Te lo domandavo perché sempre mi è rimasto il dubbio di non aver fatto abbastanza, per lei, il dubbio che comunque non è bastato ascoltarla, farle tirare fuori tutto, abbracciarla semplicemente mentre piangeva senza parole. Anche se lei dice che è stato fondamentale, ecco… io mi sono sempre chiesta se avrei potuto fare di più e come per la mia amica. Se avrei potuto alleviare meglio il suo dolore. Alleggerirla un po’.
Hai fatto quello che si poteva fare nel dovere dell’azione… E’ sempre il tempo che comanda i ritmi… e la voglia di vedere se questa vita va vissuta… Nel bene e nel male… Nella spietata lucidità… Sempre a(r)mati….
Bene è tutto vi lascio un regalo… Un ringraziamento a Miro, che sempre è squisito padrone di casa… e mi sopporta…
httpv://it.youtube.com/watch?v=0YJSG1C3sF8
Non capisco il motivo per cui debba esserci un nesso fra la violenza sessuale e la famiglia, questo moloch, veramente, che a mano a mano diventa più labile, più disgregata, più sembra debba essere caricata di misfatti dai suoi detrattori, quasi come un capro espiatorio.
Voglio dire: se ci fossero studi che individuassero una forte correlazione fra individui felicemente sposati e stupratori, si potrebbe anche avanzare questa ipotesi.
Ma mi pare proprio – in assenza di studi – che sia proprio il contrario: probabilmente, il profilo tipo dello stupratore è tutt’altro che il padre di famiglia.
E allora, che significa questo finale?
Ho netta l’impressione che tu sorvoli su uno dei dati che produco:
secondo te, quel milioneduecenticinquantamila di donne che subiscono violenza sessuale o comunque fisica, dove la subiscono: tutta per strada per mano di immigrati più o meno clandestini?
e quell’omicidio ogni due giorni che avviene all’interno delle mura domestiche per mano di familiari, conviventi o comunque conoscenti delle vittime, non ti porta a considerare che qualcosa vada almeno rivisto nelle dinamiche dei rapporti “prossimali”, primo fra tutti quello dell’istituto familiare?
come ho scritto nel corpo dell’articolo, credo che gli stupri che balzano con clamore alla cronaca siano solo una punta di iceberg utile a scaricare sugli emarginati tutta la responsabilità di un fenomeno che ha invece radici molto, ma molto interne e molto ma molto borghesi e familiari…
non mettere in risalto tutto questo, o far finta che tutto questo non sia e che, al contrario “tutto va bene madama dorè” puzzi tantissimo di acido conservatore… se non reazionario…
Il mio voleva essere solo un ragionamento, non una presa di posizione ideologica.
E allora continuo a ragionare, non preoccupandomi d’apparire “reazonario”.
Quello che voglio dirti è che o tu mi presenti una ben precisa correlazione fra l’istituto familiare e la violenza sessuale (cosa che non hai fatto), oppure sei costretto a ritenere – in assenza di correlazioni provate – che tale violenza sia diffusa in modo statisticamente omogeneo sulla intera popolazione: sposati, non sposati, divorziati ecc.
E allora, dovrai fare un altro ragionamento: che cos’è che fa si che il numero di donne che subisce violenza sia così enormemente alto, dentro la famiglia ed anche fuori dalla famiglia?
La famiglia come istituto è la causa della violenza? Allora deve esserci una correlazione statistica fra violenza e famiglia. Se non c’è, le cause devono essere cercate altrove.
Il che non vuol dire, ovviamente, che nelle famiglie non ci sia mai violenza, che siano tutte come quelle del mulinobbianco.
oh!
ma un 1.250.000 violenze sulle donne
un omicidio prossimale ogni due giorni
non sono dati statistici da me riportati?
a produrli è l’Istat… non una filiale di satana…
ho riflettuto abbastanza, credimi…
e tu, lo stai facendo?
Probabilmente non riesco a spiegarmi.
Pazienza
Pazienza, ti aiuto io… anzi io, semplicemente, riporto:
Roma, 23 gen. – (Adnkronos) – “Gli stupri e la violenza ai danni delle donne non sono un problema solo della capitale, ma una vergogna che attanaglia tutta l’Italia e contro cui non si fa abbastanza ne’ dal punto di vista legislativo ne’ dei servizi di assistenza e prevenzione. In Italia le donne morte ammazzate sono un numero spaventoso; le donne che subiscono violenza domestica anche”. Lo dichiara il presidente di Telefono Rosa, Maria Gabriella Moscatelli, in riferimento alla serie di stupri che ha colpito la capitale.
“Ricordiamoci – aggiunge la Moscatelli – che il luogo piu’ pericoloso per le donne resta la famiglia, non la strada. Senz’altro molto di piu’ va fatto nei quartieri dove la gente e’ ormai allo stremo per paura e insicurezza, ma la violenza sulle donne e’ un scempio che va fermato soprattutto in Parlamento (va approvata la legge sullo stalking subito non a giugno!), nei tribunali con pene adeguate e aiutando chi puo’ e deve lavorare per il recupero del violento”.
“Dalle 55 denunce di violenza sessuale del 2007 – conclude il presidente del Telefono Rosa – riscontrate in Italia siamo passati alle 78 del 2008. Va sottolineato anche che, il dato della denunce agli organi di polizia delle donne che hanno subito violenza, secondo quanto rilevato dal nostro osservatorio associativo, continua ad essere drammaticamente basso (circa il 10%). E ci chiediamo come potrebbe migliorare dopo le sentenze nelle quali sono state concesse assurde attenuanti agli stupratori…”.
Eh già… parliamo proprio di quelle “certe” dinamiche di usi ed abusi tra “certi” genitori-figli, soprattutto se piccoli…. o disabili… che tutto dimostrano, e non servono tomi di studi scientifici ad altissimo livello, tranne la cosiddetta “famiglia felice”…. Ecco… oggi è una giornata in cui la mia pazienza nella comprensione è andata altrove…
Lo so, i dati non sono tutto, ma questo è un dato di fatto – riguarda di abusi e decessi in Europa, dove il 12-15% delle donne subisce quotidianamente violenze domestiche che rappresentano la prima causa di morte tra i 16 e i 44 anni, ancora prima di cancro, guerre e incidenti.
La fonte è il Consiglio d’Europa. Se vuoi, Guido, leggi il dossier. Però sono 150 pagine in inglese.
http://www.coe.int/T/E/Human_Rights/Equality/PDF_EG-BUC(1999)1_E.pdf#xml=http://www.search.coe.int/texis/search/pdfhi.txt?query=violenza+domestica+Carol+Hagemann+White&pr=Internet_D2&prox=page&rorder=500&rprox=750&rdfreq=500&rwfreq=500&rlead=500&rdepth=250&sufs=1&order=r&mode=&opts=&cq=3&id=484a847a1d
Oppure qui trovi una sintesi giornalistica in italiano (pag 6):
http://www.coe.int/t/dg2/equality/domesticviolencecampaign/Source/2006RevuePresseViolenceDomestique_FR.doc
Si Susanna mi hai convinto.
La famiglia è un luogo pericolosissimo, più dei parchi la sera o delle zone marginali dove vanno ad infrattarsi le coppiette.
Propongo che tutte le famiglie vengano smembrate : le donne organizzate in un falanisterio femminile diretto dalla Moscatelli.
I maschi in un falanisterio maschile (diretto dalla Moscatelli pure).
Al sabato, sia consentita la riproduzione, ma solo nella posizione donna di sopra, maschio di sotto, e sotto il controllo della Moscatelli e del suo osservatorio associativo.
Scherzi a parte, mi pare che ci sia un “leggera” sporporzione fra le 55 denunce di violenza sessuale e il dato Istat che parla di 1.240.000 donne che hanno subito violenza.
A parere della Moscatelli, esse sono circa il 10% degli stupri. E sono propenso a pensare che la percentuale non sia sottostimata.
Allora: 55 x 10 = 550 numero “leggermente” diverso da 1.240.000.
Come è calcolato, quel numero, dall’Istat?
Perchè vedete, l’Istat so bene che non è una filiale di Satana, ma i dati bisogna pure analizzarli invece di usarli come se fossero clave.
Provo a ripostare questo commento che non compare, probabilmente a causa dei link troppo lunghi.
Lo so, i dati non sono tutto, ma questo è un dato di fatto e riguarda di abusi e decessi in Europa, dove il 12-15% delle donne subisce quotidianamente violenze domestiche che rappresentano la prima causa di morte tra i 16 e i 44 anni, ancora prima di cancro, guerre e incidenti.
La fonte è il Consiglio d’Europa. Se vuoi, Guido, leggi il dossier. Però sono 150 pagine in inglese. Vai sul sito del consiglio d’europa e metti come chiavi di ricerca “violenza domestica” e “Carol Hagemann White”. Ti uscirà il pdf della studio come primo risultato e come secondo risultato una rassegna stampa con sintesi giornalistiche in Italiano.
Comunque i tuoi calcoli sono sballati perché quello di Telefono Rosa era un dato che riguardava solo Roma. Senza contare che il “sommerso” nelle mura domestiche, sempre secondo l’indagine Istat, si aggira intorno al 93%.
No Lucilla lascia stare, altrimenti come potrà poi calcolare e collocare Guido quel tot di percentuale di donne violentate che compare dopo la virgola od il punto? Non so magari provando a cercare i rimasugli negli ascensori…
Mi resterà la curiosità di sapere che dato tirerà fuori Guido, con la sua calcolatrice a tot percentuale, dopo aver letto il dossier del Consiglio d’Europa che registra che le morti causate da violenze domestiche – e ragazzi, mi riesce difficile immaginare che il numero delle vittime sia teorico – sono la prima causa di morte tra le donne tra 16 e 44 anni, prima di cancro, guerre e incidenti.
00,10% + 12,99% x 123,5555555% : 0 = 1, e la gamba tumefatta dove la metto?
No sbagliato, riproviamo!!
23,54% – 00,21% : 2 x incognita X = radice quadrata di Alfa
No non va bene… mi restano fuori due dita della mano destra fratturate!
Ancora una volta… ancora una… e mentre la si calcola la percentuale, una donna subisce una violenza….
Mi viene da vomitare!! E non sto ironizzando né tantomeno scherzando… Sto solo affilando le unghie!
Asp, guarda quest’altro dato qui, pane per i dentini del nostro amico (le unghie, si è capito, le abbiamo affilate entrambi):
Su 612 donne che sono state assistite nel 2007, nel Centro antiviolenza del Comune di Roma di Torre Spaccata, uno dei tre operanti nella capitale, risulta che nell’80% dei casi sono state vittime di violenza domestica e solo nel 20% hanno subito stupri da sconosciuti. Da questi dati risulta che lo stupratore nella maggioranza dei casi (52%) è il marito, ma può essere anche il compagno (18%), l’ex marito (7%), l’ex compagno (5%), il padre (3%), un altro parente (5%), uno sconosciuto (3%).
Com’era la storia di infrattarsi nei parchi di sera?
Magari Guido potrebbe interessarsi a questo:
Violenze, Telefono Rosa: subito la legge sullo stalking
di Antonella Loi
(Tiscali, 23/01/2009)
La 21enne stuprata a Roma da cinque uomini incappucciati è cronaca di poche ore fa. Un’altra donna, giovedì, sempre nella Capitale, è stata aggredita e violentata dopo essere scesa dall’autobus. E ancora una 50enne a Foggia assassinata dall’ex marito che le aveva preannunciato con un sms l’intenzione di ucciderla. Sono solo gli ultimi di una lunga lista di casi di violenze perpetrati ai danni di donne inermi. I dati di Telefono Rosa parlano di un fenomeno in preoccupante ascesa: nel 2007 gli stupri denunciati al centro di ascolto sono stati 55, un anno dopo il numero sale a 78. “Si tratta di un fenomeno ampio e complesso – spiega la presidente di Telefono Rosa, Maria Gabriella Carnieri Moscatelli – che dobbiamo cominciare a considerare come una vera emergenza sociale: solo dopo aver capito questo possiamo studiarne le cause e trovare le soluzioni”.
Chi sono le donne che si rivolgono al Telefono Rosa?
“Il fenomeno è trasversale. Sono donne semplici, ma anche donne preparatissime e donne in carriera. Purtroppo quando si instaura all’interno di un rapporto la violenza, la donna è estremamente ricattabile, si fa prendere dallo scrupolo, dal senso di colpa, dal fatto che magari può essere stata lei in qualche modo a provocare e non capisce che invece la persona che si rapporta ad un altro essere umano con la violenza è una persona che deve essere curata e che si deve assumere le responsabilità di quello che sta facendo. La colpa non è della donna”.
Le cronache danno molto risalto alle aggressioni in strada. E da molti l’immigrazione viene considerata una delle cause nella crescita delle violenze. Ma è proprio così o si tratta di un fenomeno sociale più ampio?
“Questa domanda è importante perché non bisogna parlare solo di stupri. Al Telefono Rosa chiamano soprattutto donne che denunciano la violenza in famiglia, un tipo di violenza altrettanto becera e importante tanto quanto quella sessuale. Della donna stuprata ce ne occupiamo tutti, lo leggiamo sui giornali, se ne parla in tv, ma mentre io parlo con lei ci sono donne che vengono sbattute al muro dall’ex compagno, dal padre o dal marito. Ed è un fenomeno molto più eclatante di quello che riguarda la violenza sessuale per strada: ogni due giorni una donna viene uccisa. Ci sono dei dati sui quali riflettere. Poi è evidente che la violenza sessuale è un delitto aberrante perché da lì viene colpita non solo la donna ma tutta la sua famiglia. E’ un percorso di vita che si interrompere e per riprenderlo ce ne vuole. Però non dimentichiamo che anche le donne che vengono umiliate, picchiate, sottoposte a sevizie psicologiche sono sempre di più”.
Le leggi italiane, secondo la sua esperienza, sono sufficienti per proteggere le donne?
“Assolutamente no e non capisco perché la legge sullo stalking (atti persecutori ndr) sia ancora ferma in Parlamento che avrebbero dovuto approvarla entro dicembre invece adesso è stata rimandata a giugno: quella legge è talmente importante che andrebbe approvata nel giro di 24 ore. Non capisco che cosa si stia aspettando. L’altro ieri un uomo ha mandato alla ex moglie un Sms dove diceva “domani ti ammazzo”, cosa che poi puntualmente ha fatto. Ma quante morti annunciate dobbiamo avere per ottenere questa legge? E’ assurdo. Quella sullo stalking è una legge semplice che darebbe però alle forze dell’ordine la possibilità di intervenire. E poi bisogna guardare all’altro versante, la giustizia. Esempio lampante è la sentenza sulla violenza e l’assassinio a Tor di Quinto: il giudice ha ridotto la pena perché la donna si è ribellata. Ci sembra un paese civile?
Diversi Stati hanno adottato delle leggi molto forti contro le violenze, in particolare quelle domestiche. Voi stessi affermate che il luogo più pericoloso per la donna, sotto questo aspetto, è paradossalmente la famiglia.
“Io guarderei in particolare alla Spagna che ha adottato un’ottima legge. In Italia quelle che ci sono sono insufficienti. La stessa legge sulla violenza sessuale del ’96 va rivista, anche alla luce delle dovute correzioni fatte successivamente. Però gli strumenti di cui sono dotati gli altri paesi sono molto più efficaci, si pensi solo al fatto che alla denuncia segue un processo rapido, un processo che dà la certezza della pena e dove colpevole non è chi riceve la violenza ma chi la fa. La giustizia italiana non risponde alle esigenze di questa società che è diventata una società violenta: non si può pensare che un processo per stupro duri 5 anni o più”.
Cosa c’è dietro questo fenomeno, come visto, in costante crescita?
“C’è innanzi tutto un fattore culturale. E sicuramente dietro la violenza sessuale c’è un fattore di rapporto tra uomo e donna, cioè di come l’uomo spesso considera la donna. Nel caso dello stalking il concetto che l’uomo ha della donna è quello non di una persona, ma di una cosa di sua proprietà. Quindi, culturalmente, non si considera che chi si ha a fianco possa avere un’idea diversa dalla propria e possa decidere di interrompere un rapporto. Noi abbiamo una responsabilità culturale: dobbiamo partire non dalle elementari, ma addirittura dalla scuola materna ed educare i bambini alle differenze di genere e al rispetto”.
od a questo:
FOGGIA, 22 January 2009 – ORE 20:44
Omicidi ai danni di donne, l’indignazione di Telefono Rosa
(Redazione Teleradioerre)
‘Rabbia e indignazione’ di Telefono Rosa per gli ultimi tre agghiaccianti casi di omicidio ai danni delle donne, attraverso le parole del presidente Maria Gabriella Carnieri Moscatelli, ‘Proprio stamattina abbiamo presentato un progetto di formazione e informazione contro la violenza sessuale e domestica promosso dal Ministero per le Pari Opportunità. Ma le cronache delle ultime ore – è detto in una nota – ci danno la drammatica conferma di un elemento inequivocabile: la prevenzione non basta’. ‘Oggi e stato un bollettino di guerra, una guerra insensata degli uomini contro le donne – prosegue il presidente – e noi chiediamo che tutta la società si faccia carico drammatico problema, che potrà essere risolto solo con l’impegno di tutti, uomini e donne. Rivolgiamo un accorato appello al Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, perchè si faccia carico della violenza che pervade la nostra società e dia un segnale concreto, facendo in modo che vengano approvate con la massima urgenza dal Parlamento tutte le leggi presentate in contrasto alla violenza sulle donne prima fra tutte la legge contro gli atti persecutori lo stalking’.
Poi magari “giochiamo” a fare di Guido la vittma di un “sano” stalking… e pure di un paio di torture… Non mi piace lasciare un lavoro a metà. Mi da l’idea di un’arruffona confusione… Ed adesso, sempre il caro Guido spero mi perdonerà se termino qui l’intervento… ma andrei a farmi bastonare dal vicino di casa… Così per un sano senso di masochismo… Così per fare massa nella percentuale… Non sia mai!
Cordiali saluti
Susanna Dolci
Dunque.
Il documento che indica Lucilla Parlato a questo punto me lo andrò a leggere, magari stanotte. Perchè voglio capire davvero se sono così fortunato: perchè, se è vero che in Europa la prima causa di morte delle donne fra i 16 ed i 44 anni sono le violenze domestiche, io però ho conosciuto parecchie donne morte di cancro ed incidente stradale, ma nemmeno una di percosse. E nemmeno conosco nessuna che subisca percosse. Alcune liti furibonde, se permettete, non le tengo in considerazione; anche perchè, almeno nella mia esperienza, sono io che mi prendo cazzotti senza rispondere perchè farei male. E sono cose che vanno e vengono.
Ripeto: magari sono fortunatissimo.
O forse, il problema non dipende dalla famiglia come istituzione, ma – proprio come suggerisce anche in certi punti l’articolo di Antonella Loi che citi, Susanna, è il considerare l’altro come cosa quasi in proprietà e non come persona.
Ho cominciato questa polemica, non per asserire – ingiustamente – che le donne non subiscano violenza, in famiglia e fuori.
Io sostengo che la violenza non dipende dall’istituto della famiglia in quanto tale (anzi, per molti aspetti la famiglia può contribuire a mitigare il fenomeno … che credo si manifesti in famiglia soprattutto nel caso di famiglie rotte, minate da indifferenza o infedeltà, ecc.)
Dipende da fattori culturali inaccettabili, che essi stessi minano la famiglia.
Tant’è che tutti dicono che le violenze siano in aumento, mentre le famiglie integre diminuiscono.
comunque, pace e bene.
e non sono disponibile per lo “stalking”
A Guido invece io propongo la lettura di questo qui:
Nel 2007 sono state 108 in Italia le donne uccise per mano di un uomo, spesso un familiare. Proprio in questi giorni è uscito uno studio, realizzato da Sonia Giari, per la Casa Delle Donne contro la Violenza di Bologna, che analizza il ruolo che dei mass media nella percezione da parte dell’opinione pubblica di tali omicidi. Risultato? La rilevanza e lo spazio dato al fatto muta notevolmente a seconda del sex appeal della vittima o della nazionalità dell’omicida. Il significativo titolo dello studio è, La mattanza ed ha analizzato migliaia di articoli di stampa del 2007.
Lo studio elenca puntualmente tutti i casi di uccisione di donne dagli undici anni in su per motivi misogini o sessisti, quindi con esclusione dei delitti con movente mafioso o a scopo di rapina, includendo invece quelli commessi dai partner o dagli ex, da parenti, amici, conoscenti, vicini di casa, e quelli in cui l’omicida era un cliente, nel caso di prostitute, ma anche di attività commerciali in cui l’omicidio è scaturito a seguito di una lite.
Complessivamente i tre quarti delle donne sono uccise da un familiare (comprendendo in questa categoria anche fidanzati o conviventi). Il 25% ha ucciso in seguito a una lite, il 16% perché non accetta la separazione, l’8% per gelosia. Solo un femminicidio su otto in Italia, circa uno al mese, è commesso da sconosciuti.
Le vittime straniere sono il 28%, ma ben una donna uccisa su dieci è di nazionalità romena. Tra gli assassini, il 70% è italiano e il 16% è straniero (il restante 13% è sconosciuto).
“Ogni richiamo allo “straniero che uccide le nostre donne” ” commenta l’autrice, “è puramente fallace, ed ha l’unico scopo di fomentare la massa verso un capro espiatorio rassicurante per la società in quanto non appartenente ad essa, al di fuori di essa”.
Oppure una lettura di questa roba qui, uno studio sulle violenze domestiche diviso per età e tipologia, che così ci può fare qualche calcoletto in più su (mi raccomando le moltiplicazioni, le moltiplicazioni sono importanti):
http://www.eurowrc.org/01.eurowrc/07.eurowrc_it/IT_ITALY/La%20Violenza%20Domestica.pdf
Buona serata…
Questo dibattito è avvincente, e avvincenti sono le portagoniste.
Miro, sei un uomo invidiato.
Io penso che finora in tutto questo non è stata detta la cosa principale, la violenza sessuale non ha nazione di appartenenza ne colore politico ne niente. E’ violenza è basta e come tale va condannata. Pacchetti sicurezza, slogan contro questa o quella comunità di immigrati non risolvono il problema. Perchè se la violenza è tra le mura domestiche e nessuno riesce a colpire questi violenti nonostante il parlamento italiano in questi anni abbia fatto diverse leggi è evidente che c’è un problema. Io penso che la colpa di queste violenze sia anche nostra, quanta gente quando sente una coppia litigare e sente la donna piangere nel proprio condominio fa finta di niente o peggio ancora alza il volume dello stereo per non sentire?
La tristissima classifica delle etnie stupranti, vede comunque gli italiani al primo posto. Dal Riformista di ieri. Fonte: Viminale.
I dati provvisori del Viminale disegnano la geografia della violenza sessuale nel Paese. E confermano l’incidenza dei rumeni sui delitti nella capitale, dove uno stupro su tre è consumato da cittadini di quel Paese. Il 31%, quindi. Un’incidenza quasi quattro volte superiore a quella a livello nazionale, dove i rumeni sono protagonisti di violenze sessuali nel 9,2% dei casi. Nel 2008 in Italia sono stati denunciati 4.465 casi di violenza sessuale. Il 77,2% dei criminali è stato individuato (3.446 episodi, con 6.464 segnalazioni a carico di persone). Le vittime di violenze sono prevalentemente di nazionalità italiana (68% dei casi). Rumena nel 9,4% dei casi, marocchina per il 2,7%. Gli stupratori, invece, sono italiani nel 58% dei casi, rumeni nel 9,2%, marocchini per il 7,6%. Nel 2008 le violenze sessuali sono diminuite ovunque, tranne che in Liguria, Trentino Alto Adige e Valle D’Aosta; gli episodi sono avvenuti per il 53% al Nord, per il 20% al Centro e per quasi il 27% al Sud. Da che se ne deduce che nel Nord Italia si stupra il doppio rispetto al Meridione. Poi c’è il caso Roma. Anche qui le vittime sono prevalentemente italiane (55,5%) e rumena (15,5%); più allarmante, invece, il dato sugli autori dei crimini: nel 35% dei casi italiani, nel 31% rumeni e nel 6% egiziani.
Non si possono, comunque, usare i numeri spuri.
Bisogna trattarli tramite un procedimento statistico, magari Baynesiano.
Faccio un esempio: nel 2007 secondo l’Istat su 100 crimini violenti denunciati (rapina, omicidio, violenza fisica, ecc…) si è trovato che gli immigrati delinquono circa 8 volte di più degli italiani, ma sono 1/15 rispetto ad essi, indi comunqu la maggioranza di questi crimini è da imputare ad Italiani.
Si, però dobbiamo considerare che il numero di italiani presenti in Italia è assai maggiore di quello dei rumeni: dunque la percentuale di rumeni “italiani” che stupra è maggiore di quella degli italiani in Italia che stuprano.
Con questo non voglio affatto dire – tengo a puntualizzare a scanso d’equivoci – che i rumeni siano “per costituzione” più stupratori degli italiani, e tantomeno affermare che gli italiani non stuprino.
Probabilmente lo stato di degrado in cui alcuni immigrati vivono incide parecchio.
Questo ci riporta alla esigenza di politiche di immigrazione, ed anche anti-stupro in generale, che non siano unicamente repressive e trattate come mero tema di ordine pubblico. (in questo sono d’accordo con l’articolo di Miro Renzaglia)
Non si possono, comunque, usare i numeri spuri.Bisogna trattarli tramite un procedimento statistico, magari Baynesiano.Faccio un esempio: nel 2007 secondo l’Istat su 100 crimini violenti denunciati (rapina, omicidio, violenza fisica, ecc…) si è trovato che gli immigrati delinquono circa 8 volte di più degli italiani, ma sono 1/15 rispetto ad essi, indi comunqu la maggioranza di questi crimini è da imputare ad Italiani.
Perfettamente d’accordo con te, Cyrano. Ma i numeri possono servire a ragionare meglio.
E comunque a me faceva assai tristezza la classifica delle etnie stupranti stilata dal Viminale, che mi ha segnalato ieri una mia amica, e per questo l’ho riportata qui, per rispondere a Giovanni che – giustamente – notava che la violenza sessuale non ha nazione…
Veramente dal mio ragionamento si nota l’esatto opposto di quello che dici tu: gli italiani continuano a commettere la maggior parte dei crimini violenti perchè sono 15 volte superiori agli allogeni.
Ma individualmente, la probabilità che un allogeno delinqua sono 8 volte maggiori che un Italiano.
Poi, io ho sempre considerato la statistica farina del Demonio (sarà che nemmeno all’università mi piaceva molto) e che i miei dati sono limitati ai crimini violenti denunciati nel 2007, indi pochissimo per stilare un trend.
è solo significativo il fatto che, se da un alto è assurdo chiudere gli occhi di fronte alle violenze famigliari, dall’altro è altrettanto miope fare come Francesi e Olandesi rispetto alle proprie Balineu.
Io ho letto un pò i vostri interventi. Mi rendo conto anche di un’altra cosa, in Italia non c’è nessuna certezza della pena. Noi abbiamo visto l’altro giorno a Guidonia una scena da Far West che in un paese come l’Italia è inaccettabile. Ma domandatevi perchè c’è stata quella scena, gli italiani sono diventati tutti giustizieri alla Charles Bronson? No semplicemente è l’esasperazione della gente che vede questi delinquenti uscire di galera un’ora dopo l’arresto. I politici di destra chiedono l’intervento dell’esercito come ai tempi di Mori in Sicilia, ma c’è un fatto a Mori il duce concesse i poteri speciali, così come vennero concessi in Francia al commissario Robert Broussard per catturare il bandito Mesrine. Allora mi spiegate come si fa a chiedere maggior potere alla polizia municipale o a chiedere l’intervento dell’esercito se le leggi sono quelle? E a sinistra la cosa non va meglio perchè a sinistra non fanno altro che ripetere di applicare le leggi che già ci sono e che finora si sono rivelate inefficaci.
Prima considerazione: la questione sollevata da Miro (le violenze in famiglia) è concreta, ma è meno percepita dall’opinione pubblica perché è più nascosta e perché tutti pensano che nella propria famiglia non potrebbe mai succedere (così come altri drammi: droga, alcol, depressione etc etc). Invece lo stupro di strada, specie se praticato dal branco, ancor più se si tratta di stranieri, ha un effetto dirompente. Scatena il terrore indifferenziato, perché ciascuno di noi (le donne in primis, ma non solo) si sente minacciato, sa di poter diventare un potenziale bersaglio.
Seconda considerazione: E’ un po’ come per i disastri aerei, muoiono d’un botto 150 persone e ci viene istintivamente paura di prendere l’aereo. Poi saliamo in auto e non pensiamo minimamente che sulle strade muore molta più gente.
Terza considerazione: per una legge non scritta (e anche intuibile a naso) che vige nei giornali, le notizie vengono gonfiate ed enfatizzate in maniera ciclica. In questi giorni se un ubriaco tocca il culo a una passante (scusate la banalizzazione) finisce in prima pagina; mentre magari un operaio schiacciato da una pressa rimane confinato nelle cronache locali. Ma nei giorni successivi alla tragedia Thyssen succedeva l’inverso, e magari la ragazza stuprata dal branco veniva data in breve o poco più. I mass-media sono superficiali e hanno gli stessi difetti dell’opinione pubblica: vanno dietro alle mode del momento, amplificano o sgonfiano le notizie a seconda di come spira il vento.
Questo è particolarmente importante.Di fatto tutti gli sforzi e le grida di Bossi e compagni non hanno fatto che ottenere l’effetto opposto a quello desiderato: un’invasione allogena extraeuropea demograficamente sovverchiante.Perchè?Perchè la Destra, così come la sinistra, cade preda di un controsenso logico, noto come assimilazionismo.Ovvero: quante volte sentiamo Borghezio o Calderoli dire “Se stanno qui devono rispettare le nostre leggi e valori ecc…”.la quale cosa è una castronata pazzesca, perchè passa non solo per il livellamento culturale dell’interessato, ma anche e sopratutto del nostro, sempre più repressi, con l’unica libertà concessa di consumare a più non posso, relegati ad essere apparati digerenti.In pratica culi con una bocca.
Non sono d’accordo. L’assimilazionismo può essere criticabile in via teorica, dottrinaria, astratta. Ma l’applicazione del modello multiculturalista (vedi Gran Bretagna e soprattutto Olanda) ha dato risultati disastrosi. Non che la Francia (da sempre culturalmente assimilazionista) stia molto meglio, è vero… Però non so se esista un’altra via all’immigrazione, forse bisognerebbe cercarla, prima che sia troppo tardi. E riconoscere, magari, che il problema principale è rappresentato dall’inserimento di immigrati islamici, perché anche negli altri Paesi europei l’integrazione di immigrati dell’est, sudamericani e per certi versi pure asiatici (cinesi, filippini) non assume connotati così emergenziali.
Io credo di scrivere in Italiano.
Non so dove ho parlato di “Modello multiculturale”.
Non esiste una sorta di “Via indolore all’immigrazione”.
Essa va semplicemente schiacciata, anche con metodi militari, come in Grecia e Spagna, e possibilmente come in Australia (ma questo è utopia), non rinunciando, però, a praticare una politica delle entrate virtuose come in Finlandia.
La strada da seguire, sempre insomma, sarebbe un’altra… Quella che, per esempio, porta a una riconsiderazione radicale dei rapporti umani. A partire da quel nucleo che si vuole inossidabile ai tempi e che, invece, mostra tutti i segni di una irreversibile decadenza: la famiglia, questo Totem-&-Tabù che tutto è, ormai, tranne che il nucleo protettivo e “sicuro” che la favoletta pubblicitaria del mulino bianco ci ha insegnato e ci insegna…
gli abusi succedono anche nelle relazioni di persone dello stesso sesso, bisessuali e transgender. Non è un ”lusso”delle famiglie ”classiche”, anzi le percentuali potrebbero essere le stesse, secondo alcuni studi.
Personalmente ritengo che la grande incidenza di questo tipo di violenze in ambito familiare non succeda tanto per il fatto del trovarsi in ”famiglia”, ( visto che accadono anche in altri tipi di relazioni o in palestre o scuole o nell’ambito della sanitá ecc.) quanto per il fatto che quando ci si relaziona da vicino si instaurano altre dinamiche.
Normalmente, ognuno di noi, possiede un meccanismo di protezione/difesa, che scatta quando si viene -toccati- da estranei. Nelle relazioni (che ho indicato sopra) il livello di guardia si abbassa, altrimenti sarebbe impossibile un normale ”incontro” fra piú parti.
Di conseguenza anche le reazioni. E i predatori se ne approfittano.
Io credo di scrivere in Italiano.Non so dove ho parlato di “Modello multiculturale”.Non esiste una sorta di “Via indolore all’immigrazione”.Essa va semplicemente schiacciata, anche con metodi militari, come in Grecia e Spagna, e possibilmente come in Australia (ma questo è utopia), non rinunciando, però, a praticare una politica delle entrate virtuose come in Finlandia.
Caro Cyrano non farti saltare la mosca al naso! Non hai esplicitamente parlato di multiculturalismo, ma criticando la via assimilazionista sembrava che tu propendessi per la prima, visto che non ce ne sono altre in circolazione. Tanto meno quella militare di cui parli, né in Spagna né in Grecia. Che infatti sono Paesi che traboccano di immigrati, molti dei quali clandestini. Sulla Finlandia ammetto di non essere preparato
A quanto pare neanche su Spagna e Grecia.