Banche. Dialogo sul…

…massimo sistema

Anche per i banchieri, “‘E figlie so’ piezze ‘e core”. Altro che caveau della propria banca: il luogo più inaccessibile per un banchiere è il suo cuore. Cuore che solo ai figli egli apre davvero. Soprattutto, perché resta “in famiglia”.

Cos’è il sistema papà?

È come la schedina figliolo, cerchi di limare, aggiustare ed eliminare le variabili e fai in modo che ogni risultato proveniente caveau_fondo-magazinedalle combinazioni delle molteplici varianti, sia quello da te desiderato. Perché me lo chiedi?

Il nonno, papà… il nonno dice che il mio futuro dipende dal “sistema”. Ma perché dice che è da perfezionare ancora?

Perché le variabili derivanti dal fattore “uomo” sono infinite ed indeterminate, noi ci sforziamo di omologarli e renderli uguali, limitandone gli sbagli, ma qualcosa ci sfugge sempre.

Ma cos’è l’uomo papà?

Per la verità , l’uomo è una cosa molto complicata da spiegare. Ma quello che posso descriverti e l’uomo moderno. “L’uomo moderno” in realtà è una nostra invenzione, in pratica continuiamo a far scrivere “uomo”, ma si dovrebbe scrivere “individuo”. Per ricondurre l’uomo ad un numero accettabile di variabili del nostro sistema, non avevamo altra scelta che trasformarlo, da “uomo reale” ad “uomo individuo”, un trucco.

Non a caso l’ “individuo” era una maschera del teatro greco. Prima di noi, nessuno pensava a se stesso come un individuo, cioè un attore pronto a recitare il ruolo assegnatogli da altri. Nessuno guardava se stesso come elemento unico è svincolato dagli altri (moglie o popolo), dal sacro e dall’ambiente circostante (dal frutto alle stelle).

Egli sapeva di essere Universale, proprio perché i vincoli che lo univano agli altri ed alla natura erano talmente tanto estendibili, da comprendere tutto l’universo.

Quindi liberandolo dai vincoli, lo abbiamo tagliato fuori dall’universale e lo abbiamo ridotto all’uno. L’individuo, a differenza dell’uomo, si crede autosufficiente. Si crede libero da ogni vincolo, da ogni principio, da ogni legame che non sia egli stesso. Addirittura è convinto che la Felicità gli sia dovuta a prescindere dagli altri. Essendo la cosa di per se innaturale, in lui si generano scompensi che sfoga come rabbia verso le istituzioni e verso gli altri che… non lo comprendono.

Trova in se stesso tutto l’universo e ne consegue che l’unica cosa che conosce, e che usa come unità di misura per tutto, è se stesso, senza accettare le differenze.

Ed ecco quello che serviva a noi, l’uomo senza differenze, cioè l’individuo, colui che nella sua equazione personale accetta solo variabili previste da noi e che quindi diviene una variabile prevedibile.

In natura l’uomo e totalmente diverso. Egli ha una personalità unica ed irripetibile vincolata ad infinite variabili, quindi a variabili infinite avremmo risultati infiniti, non prevedibili ne tanto meno utilizzabili nel nostro sistema.

Passami, quel foglio di carta, vedi…: La nostra volontà è il progresso, che serve all’uomo per la felicità di tutti.

(progresso)+(uomo)=bene universale

Per farla breve l’uomo a sua volta è frutto di infinite equazioni:

(progresso)+(infinito)=infinito

Ma se al posto di infinite equazioni mettiamo l’individuo cosa abbiamo?

(progresso)+(1+1+1+1+1+1….)=…

Un equazione molto più semplice.

Ma cosa significa indeterminabile papà?

Che non puoi sapere cosa farà. In pratica, nonostante le ideologie, le religioni, la televisione, la storia e la cultura, che noi prepariamo e che diffondiamo per loro, essi si ostinano a non credere che questo sia l’unico ed inevitabile futuro, ma pensano, continuano a pensare a modo loro.

Ma non potremmo eliminare questo fattore oro_fondo-magazineindeterminabile?

Beh è difficile creare un sistema di dominio… scusa: di “progresso”, per l’uomo eliminando il fattore “uomo”, ma è una bella idea caro figliolo, una bella idea, qualcuno ci sta lavorando e ci stiamo spendendo un sacco di soldi. Per ora abbiamo ridotto la variabile popolo.

Ma tutti sono d’accordo con noi papà?

No, qualcuno ancora resiste, ma noi abbiamo scoperto un trucco, una favoletta semplice semplice, che soprattutto è contro la violenza.

Prima abbiamo costruito a tavolino il più cattivo dei cattivi, dei cattivissimi. Che un poco cattivo lo era già di suo, ma non più di altri.

Lo abbiamo aiutato, finanziato e poi punito e processato, in modo che la sua cattiveria fosse riconosciuta da tutti, non come una nostra opinione, ma come verità assoluta ed indiscutibile.

Fatto questo, è facile per la gente comprendere che se noi siamo quelli che hanno processato il cattivo… siamo i buoni, quindi chi si oppone a noi è contro i buoni. Quindi, a sua volta cattivo, proprio come quello che abbiamo sconfitto e processato. In questo modo chi stupidamente si oppone al progresso ed alla modernità, viene isolato e non c’è neppure bisogno di fargli del male.

Ma funziona con tutti?

Beh, ogni tanto emergono dei tipi strani che si chiedono cose strane del tipo “perché Heidegger, un nazista è alla base della scuola di Francoforte” o “…ma se il liberismo rende il mondo sempre più piccolo, lo scemo del villaggio dobbiamo farlo a turni?” Niente di preoccupante comunque.

Ma come riusciamo a preoccuparci di tutti papà?

Con una variante al sistema, quella di cui ti parlava il nonno. Basta che appaia che le nostre opinioni, non siano nostre, ma dello “spirito santo”, cioè di un’entità astratta che creiamo noi chiamata “opinione pubblica”. Essa si crea attraverso gli organi di informazione saldamente nelle nostre mani, ovviamente, ma una volta creata, vive di vita propria e diviene una nostra alleata.

In pratica, noi creiamo il “grande fratello” esso modella gli usi i costumi, crea una nuova società. Questa nuova entità accuserà gli “anti-grande fratello”, di essere dei reazionari e di negare il libero sviluppo della società.

E non abbiamo bisogno di nessun aiuto?

Sì, ogni tanto qualche accorgimento ci vuole. Per esempio alcune cose vanno corrette strada facendo. Ti racconto ad esempio come abbiamo reagito alla “Reazione”. I Reazionari erano disgustati dalla natura umana quanto noi e come noi erano convinti che l’uomo dovesse progredire. Alleati perfetti della modernità.

Ma essi volevano conservare pure la superstizione del Sacro, cosi divennero molto pericolosi. Il sacro è molteplicità e noi sappiamo che dobbiamo ridurre tutto all’uno giusto? Quindi eliminando il sacro dal mondo, essi reagirono dicendo che “non c’è futuro senza il sacro”, ovviamente la gente non conoscendo più il sacro, capì solo “non c’e futuro” e li accusarono di essere quelli che volevano conservare lo status quo, rinunciando al progresso.

Avendo creato “una nuova opinione pubblica” sulla reazione, alla reazione si avvicinarono e si avvicineranno solo conservatori, che per natura non volendo cambiare, sono nostri alleati, e il gioco è fatto.

Papà, ma se il sistema serve agli uomini, con tutti i soldi che abbiamo perché non aiutiamo la gente a vivere meglio o almeno aiutiamo i bambini che muoiono di fame?

Caro figliolo, il benessere materiale per tutti, è materialmente impossibile: è come quelle favolette che mamma ti faceva raccontare dalla baby sitter, ricordi? Servono per farti dormire. Ti sei mai chiesto quanti siamo sulla terra? Siamo tanti, si dice sei miliardi e mezzo, giusto? Sai quanti ne può sopportare di uomini la terra? Non lo sai? Pochi di più figliolo, pochi di più. Se aiutassimo quei pochi che muoiono, a vivere, e quelli che vivono a vivere meglio, in realtà li staremmo uccidendo tutti più velocemente. Non li aiutiamo, per aiutare tutti gli altri. Noi abbiamo delle responsabilità!

Ma allora papà, perché finanziamo le ricerche genetiche e la ricerca sui trapianti, con tutti quei soldi?

Non solo per aiutare il progresso figliolo. Ti sembra giusto che ci sia un solo modo per vivere a lungo figlio mio? Ti sembra giusto che ci sia un solo modo, sempre lo stesso modo, cioè invecchiare? Il progresso e la tecnica che abbiamo aiutato a creare, a che cosa servono? Noi usiamo gli uomini, per aiutare gli altri uomini. Anche se in parte o con parte di essi, li aiutiamo ad amare il dono supremo, se stessi. Questo ci tornerà utile un giorno.

Giusto padre, ma quando glielo diciamo?

Non sono ancora pronti per capire, figliolo. Credi che il Dio onnipotente, ci abbia fatti “banchieri” per caso? Noi abbiamo un compito. Guidarli, illuminarli al bene. Credi che le pecore ingrasserebbero felici, se sapessero a che cosa sono destinate? Perchè farle vivere infelici?

Però mi sembrerebbe più corretto dirglielo?

E chi ti dice che alcuni non ci provino? Figurati che le religioni glielo dicono da secoli: “voi siete il mio gregge”, ripetono, ma loro mica capiscono.

Non lo capiscono nemmeno quei signori che ogni tanto ti vengono a trovare padre?

Ti riferisci ai politici? Sì, alcuni di loro capiscono, ma il mondo è cambiato grazie a noi, figliolo.banchieri-e-politica Sappi che tutti gli uomini sono animali politici, tutti, tranne quelli che oggi facciamo chiamare politici. E’ da quando il mondo era giovane figliolo, che gli uomini hanno capito che stare insieme è meglio che stare soli. In base a questa cosa ovvia hanno deciso arbitrariamente che i politici dovevano sceglierli loro e che quindi avevano bisogno della politica. Può mai essere che le scelte che fecero dei trogloditi nell’era della pietra, possono valere pure oggi?

Tieni presente però, che è talmente tanto radicata questa superstizione che non possiamo ancora eliminarla. Si ribellerebbero, ci sarebbero scontri, rivolte, insorgenze e noi non vogliamo che gli uomini si facciano del male giusto? Possiamo mai, per il loro bene, permettere tutto questo? E quindi abbiamo fatto in modo che sembri che li scelgano ancora loro. Senza sapere che loro scelgono fra quelli che abbiamo prima scelto noi, in modo non si facciano male da soli, qualsiasi scelta facciano.

Che bello, padre! ma allora non è come mi dicono a scuola, che siamo egoisti e che facciamo tutto per il solo potere e denaro?

Ah! è questo che dicono a scuola? E tu rispondigli che se non fosse per noi, col cavolo giocavano alla play station. E’ l’invidia Piergiorgio, solo invidia. I bambini sono stati la nostra croce per troppo tempo.

Quel loro semplice modo di pensare, molte volte ci ha messo in difficoltà, ricordo ancora i due penny di quel dannato bambino di Mary Poppins.

Ma pensaci, se tutto è volontà di Dio e Dio ha creato i soldi, non sarebbe peccato, rinunciare a un dono di Dio? E poi siamo noi che finanziamo la ricerca medica, la religione, la ricerca scientifica e tutte le cose che servono all’uomo di oggi. Se questo ci rende potenti, non è colpa nostra. Sono i bisogni degli altri che ci rendono potenti!

Ma il maestro dice che siamo noi che creiamo i bisogni?

Ma è mai possibile che l’uomo deve vivere solo per bere e mangiare? Ti sembra giusto che l’unica cosa che l’uomo dovrebbe avere come valore sia il proprio tempo? O il frutto del propriobanchieri12_fondo-magazine lavoro? Progresso figliolo, progresso. Mi sembra che il tuo maestro conosca troppo poco del mondo, per insegnare ai bambini. Sai che facciamo a papà? Domani lo facciamo trasferire, così potrà fare nuove esperienze, e conoscere di più il mondo.

Come sei buono papà! Figurati che ha detto anche che stiamo facendo crollare il mondo.

Non preoccuparti piccolo, se a farlo cadere saremo noi, sapremo anche quando cadrà e scenderemo prima, per ricominciare. Io poi a questi che si lamentano sempre, non so che farei… Ma che si aspettano che dopo tanto sudare, gli dicessimo scusate, ecco la guida del mondo e nelle vostre mani, fate voi perché noi ogni tanto commettiamo qualche errore nella contabilità dei registri? Noi abbiamo resistito, ci siamo rinforzati, abbiamo sfruttato le occasioni e ora siamo la dirigenza, figliolo. Senza di noi, il tuo maestro non saprebbe neppure cosa e dove insegnare. Sono odiosi. Figurati che alcuni rivoluzionari vengono da noi e ci chiedono: Scusate ci date una mano a dimenticarvi? In pratica come fanno gli innamorati traditi.

Un’altra cosa papà, perché dicono tutti che siamo ebrei?

Perché sono ignoranti a papà, ma tu faglielo credere, in modo che se succede qualche equivoco, se la prendono soprattutto con le persone sbagliate! Certo ci sono i tuoi cugini che lo sono, ma non siamo tutti ebrei ad esempio noi siamo Luterani, i tuoi zii della Germania sono Calvinisti e lo zio Bastogi e cattolico. Ho sentito dire più volte da Sindona e Calvi che il nonno fece i soldi soprattutto a scapito della chiesa del Sud Italia.

Se pensano che siamo tutti ebrei e perché i tuoi zii furono fra i primi a lavorare a livello non più artigianale, ma potremmo dire industriale. In pratica, mentre noi aiutavamo ancora il singolo o al massimo la comunità cittadina, loro aiutavano, i popoli, le nazioni, gli stati. Furono solamente più buoni. Soprattutto loro debbono questo mestiere ai cattolici, anzi a Sant’Agostino. Come avrebbero fatto a proteggersi, se i cattolici non gli avessero costruito i ghetti? Come avrebbero fatto, a farsi restituire i debiti, se non con l’aiuto della chiesa cattolica? E dove avrebbero preso i capitali per iniziare, se non da quelli che li avevano e non potevano usarli per motivi religiosi?

Vero papà, questo lo dice pure la mamma!

La amo sempre di più, la amo per quella che è, ricca… di gioie ed intelligenza.

Come vi siete conosciuti tu e la mamma?

Eravamo all’università, entrambi selezionatori, lei della squadra di basket io di quella di disegno. Lei aveva escluso un ragazzo di 2,01 cm, perché balbuziente, io un artista eccezionale perché era troppo basso. Quando i genitori vennero a lamentarsi, per caso eravamo alla stessa scrivania. Io convinsi il ragazzo e la famiglia a fare sport e magari a prendere lezioni private da mio cugino. Lei convinse gli altri che il ragazzo avrebbe avuto una carriera di oratore, se solo fosse andato a prendere lezioni di dizione da suo zio. Fu un amore a prima vista, quando scoprimmo che eravamo divenuti entrambi selezionatori per le raccomandazioni dei maggiori finanziatori della scuola, cioè dei tuoi nonni, decidemmo di fondare una banca commerciale, e anche di sposarci.

Vi innamoraste?

Noi guadagnammo, tanto, ma tanto amore. Quando sarai grande capirai che da quando abbiamo convinto il mondo che ci si sposa solo per amore, i matrimoni non durano un granché. Ricorda: banchieri lo si può diventare, se lo decidiamo noi, ma soprattutto lo si nasce, ed io mi innamorai subito di tua madre…

Perciò finanziamo i film sull’amore?

Noi finanziamo tutta la cinematografia. Ma senza l’amore ,Piergiorgio, non ci sarebbero divorzi, quindi non ci sarebbero le doppie case, i doppi fitti, i doppi regali per i figli dei divorziati, il risparmio sulle tasse, le angosce, gli psicologi, gli avvocati. È l’amore che sostiene l’economia, Piergiorgio… e noi l’abbiamo raddoppiato, come un semplice fattore economico. E come diceva Nietzesche . “Cio che viene fatto per amore, accade sempre al di là del bene e del male” e noi amiamo l’economia e anche l’amore. Non per niente lo finanziamo.

Ma tu è la mamma andate sempre d’accordo?

Diciamo che nella maggior parte dei casi, vediamo le cose allo stesso modo. Proprio ieri, dopo aver sentito la cameriera sbraitare tutta la giornata e dopo aver ascoltato mezze frasi del tipo “…mi sento sola e smarrita senza di lui”, o “..non mi incontrerò con gli amici, senza di lui”, pensavamo ad una ulteriore crisi amorosa. Quando ci rendemmo conto che stava parlando dello smarrimento del suo telefonino, io e tua madre concordammo subito su due cose. Uno che basta pochissimo a rendere l’individuo schiavo delle sue cose. E Due che è stato un grande affare investire in comunicazioni.

Papà, è vero che finanziamo molto anche l’industria inquinante?

Vero, figliolo, ma nessuno ricorda che abbiamo finanziato noi il forum per la salvaguardia dell’ambiente. Tieni presente che beni di primaria importanza, come l’aria e l’acqua, ad esempio, sino a pochi anni fa erano alla mercè di tutti. L’uomo non capiva neppure il valore delle cose semplici. Per rendere cosciente e consapevole l’umanità, di questo bene prezioso, qualche cosa dovevamo pur fare. Ed oggi finalmente qualcosa incomincia a cambiare. Oggi garantiamo la qualità dell’acqua, il giusto dosaggio, la giusta salinazione ma soprattutto la giusta distribuzione di un bene cosi prezioso. Certo qualcosina dovranno pagarla, ma è il giusto prezzo della libertà e della garanzia che l’acqua sia in buone mani. Figliolo, tutto si paga, non vedo perché non dovrebbe pagarsi una cosa, di valore talmente alto, che senza di essa addirittura si muore.

Ma costa più un litro d’acqua, che un litro di petrolio papà!

E non ti sembra giusto? Il petrolio cos’è? È l’acqua delle industrie. Le industrie senza “acqua”, morirebbero. Se chiudono le industrie al massimo che può succedere? Torni alla campagna e vivi lo stesso. Senza acqua, invece, muori Piergiorgio. Quindi non ti sembra normale che l’acqua abbia più valore del petrolio?

Giusto papà, giusto! Ma valore e costo sono la stessa cosa?

Questa è una variabile su cui il nonno ha lavorato tanto per il suo sistema. Sappi Piergiorgio che è così! Tutti debbono essere convinti che sia così! Se esistesse qualcosa di valore, che non avesse un costo, come faremmo noi a commercializzarlo ed a mettere quel valore a disposizione di tutti, soprattutto di quelli che potendo permetterselo, ne apprezzerebbero l’importanza?

Giusto papà, giusto! Ma allora perché non creiamo strutture che pubblicizzano le nostre opere filantropiche?

Il mondo è pieno di Fondazioni benefiche che create da noi, e che portano il nostro nome o il nome dei nostri amici. Che ti insegnano a scuola, tutte cavolate? Noi facciamo, ma soprattutto facciamo fare, un sacco di beneficenza.

Papà, ma mio cugino Mario dice che con le Fondazioni e le donazioni, noi risparmiamo sulle tasse, nei vari Stati, almeno il quadruplo di quello che spendiamo in beneficenza!

Ancora per poco, Piergiorgio, presto gli Stati saranno totalmente nostri, ed è chiaro che non c’è risparmio su quello che dobbiamo a noi stessi! E poi non stare a sentire a tuo cugino. Sono anni che vuole portarmi a Napoli. Mi dice zio vieni, vieni a vedere come ci siamo vendicati.

Perché, papà?

Lui odia Napoli, per colpa dell’unico suo avo fallito. Napoli 1 – Rothschild 0 avremmo detto oggi. Carl, lo chiamavano, ma il suo vero nome era Calmann Rothschild Meyer. I napoletani furono abili a non farsi “aiutare”. Si aiutarono fra loro e lo fecero fallire. Furono gli unici a non farsi fregare, ma anzi a fregarlo. Capirai, quella loro mania di nobiltà, avere sullo stemma a sfondo rosso cinque frecce di cui una spezzata dai napoletani, fa brutto. Ah! Napoli…

Ma hai mai visto Napoli papà?

Non l’ho mai vista, ma non so perchè mi intriga, mi ricorda una mia vecchia fidanzata. Lei era Irlandese, il suo primo stipendio lo spese per l’80% investendolo in gioia di vivere, il 10% lo diede alla madre e poi venne da me, mi diede il resto e mi disse “metti questi soldi nella banca di tuo padre, ogni tanto anche a me piace sprecare un poco di denaro”. Ti rendi conto, “sprecare il denaro” investendolo. Per lei il denaro, era solo un mezzo, per la felicità, non la felicità. Questo presupponeva che aveva altri modi con cui essere felice. Lo dissi subito al nonno e lui disse “…proprio come un buon napoletano!”. Da allora ho capito, perché tuo cugino oggi è tanto soddisfatto e ride come una “Lynch”, direbbe tua madre.

Quindi abbiamo creato un mondo migliore e più libero?

Vedi figliolo, la libertà, così come la conosciamo oggi è una nostra invenzione. Quelli che parlano della libera ricerca scientifica sono tutti sul nostro libro paga. Tutti i giornalisti liberi scrivono su giornali che esistono solo se ci sono degli “strappi” alle leggi del mercato. “Strappi”, cioè finanziamenti pubblici, che gli diamo solo se parteggiano davvero per la nostra libertà. Tutti coloro che dicono, che banche-e-banchieri_fondo-magazinepensano liberamente, in realtà ripetono a pappagallo idee e pensieri di altri uomini “liberi”. Per quanto ci riguarda, il sistema funziona bene, un mondo migliore esiste già, e non c’è bisogno di essere particolarmente acculturati per capirlo.

Papà un’ultima cosa, ma se questo è il mondo migliore… perché non aboliamo il signoraggio e ritiriamo i nostri capitali dal traffico di armi e droga?

Caro figliolo, non credi che facciamo già un sacco di cose per aiutare l’umanità? Almeno tre cose per aiutare noi stessi le possiamo fare? Non ti sembra giusto?

Giusto padre, giusto. Qualcosa per noi lo dobbiamo pur fare, nessuno può negarci almeno tre cose per noi, visto che facciamo tutto il resto per loro. Buonanotte padre!

Buonanotte figliolo!

Namdo Dicè
Lo Scemo del Villaggio Globale

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