Antimanuale del sesso

…ovvero: Valérie Tasso
dal tabù della morale al sesso…


a Valérie Tasso

«Credo che al giorno d’oggi parlare di sesso abbia smesso di essere un tabù: il vero tabù è diventato il sesso stesso». Illuminante il questo e quanto sulla quarta di copertina del saggio Antimanuale del sesso della scrittrice francese in quel di Barcellona Valérie Tasso [nella foto di Mireya de Sagarra] ed editato dalla Marco Tropea Editore «Di sesso si parla troppo e male. I mass media ci propinano ricette per diventare amanti migliori, ci promettono le “chiavi” per risolvere i nostri “problemi sessuali”. Il risultato, però, non è altro che un proliferare di stereotipi e schematismi che si allontanano dall’esperienza quotidiana di ognuno e con cui fatichiamo a rapportarci». Ci ha pensato allora e fortunatamente a restituire i lettori alla “retta” via una donna veramente speciale. E già Valérie, che dalla terra ispanica ha concesso con delizia a il Fondo l’intervista che segue, valerie-tasso_fondo-magazineè laureata, manager, scrittrice, giornalista, ha un suo sito (www.valerietasso.com) ed è stata e forse ancora lo è una puttana, se ben sapete intenderne l’essenza («Una volta dissi di essere stata puttana. Oggi, forse, continuo a esserlo»). Al suo attivo scrittorio: Diario di una ninfomane, Paris la nuit, L’altro lato del sesso, tutti Tropea. Il suo stile è assolutamente affinato, sottile, mordace, ribelle, chiaro, lucido. Frutto dell’esperienza che chiarifica e si rafforza nella sua molteplice azione agente. 223 pagine, indici inclusi, pulite e pragmatiche in maniera colta o meglio sapiente (non mancano infinite citazioni ed ottimi rimandi, da Nietzsche a Bataille passando per Foucault, Jelinek, Robbe-Grillet, Deleuze, Platone…). «Questo non è un libro di poesia: è un testo divulgativo, sfacciato e temerario. E semplice, molto semplice. Un libro che si oppone al manuale d’uso e consumo, perché il sesso non è un manuale di autoscuola né un piano da accordare o da imparare a suonare con i dogmi della tecnica. È un testo che pretende di smontare la catena di parole con le quali reperiamo erroneamente la nostra sessualità. E non è neppure un libro che aiuta a risolvere i problemi, ma semmai a evitarli, a evitare che insorgano dove non esistono. Un libro che suscita domande, più che fornire risposte». E che, a mio personale avviso, con i suoi 49 capitoli, affilati tra l’enunciare, il riflettere, il circumnavigare ed il fare, favorisce l’azione al e del sesso (finalmente) sulla chiacchiera noiosa ed inguainata in un so che di puerile e vuoto feticismo o sintetica perversione. Provate, se ci riuscite, ad arricciare di sdegno le narici leggendo quanto segue: «La casa era invasa dalla musica. Mentre stavo osservando Ingrid, la ragazza irlandese che aveva cominciato a praticare una fellatio a Guillermo, qualcuno mi afferrò delicatamente da dietro. La mano sul mio ventre e il membro duro che si appoggiava alle mie natiche. Mi voltai e, senza guardarlo in faccia, slacciai il bottone dei suoi pantaloni e abbassai un po’  la cerniera fino a vedere il glande che lottava per uscire dalle mutande troppo strette. Il suo respiro si stava facendo più affannoso, inclinai la testa sistemando i capelli sul lato sinistro. Rimasi ferma per qualche secondo a cinque centimetri dal suo glande violaceo. Con un gesto impedii che mi afferrasse la testa con una mano. – “Mettiti il preservativo e siediti sul divano” – gli dissi. Mentre ubbidiva, presi due cubetti di ghiaccio dal bicchiere di whisky che mi aveva appena servito il padrone di casa. Li infilai sotto i suoi piedi. Strinse i denti in un grido soffocato. – “Prima che si siano sciolti, sarai venuto” – gli sussurrai in un orecchio. – “E tutto sarà finito per te…”. – Ancora vestita, mi misi a quattro zampe di fronte a lui e appoggiai la punta della lingua sul frenulo del prepuzio. Ingrid, da dietro e prona, lottava per sbottonarmi i pantaloni. Guillermo la penetrava ripetutamente con foga guerresca… In quell’incontro non ci furono differenze di desiderio, non ci furono né uomini né donne, anche se solo per un attimo, per l’attimo che durò quell’incontro». Una galleria di personaggi e situazioni che l’autrice ha incontrato e vissuto nella realtà di donna di e nella vita prima, durante e poi che va ad intrecciarsi al mondo della conoscenza e fors’anche della primaria opinione di gusto primitivo, dando vita a delle fenomenologie dello spirito carnale uniche ed irripetibili. Un’ultima sfumatura, ancora, degna del preferibile dei finali: «Non c’è miglior modo di sfruttare il tempo che ignorarlo. E non c’è miglior modo che essere un buon amante che smettere di preoccuparsi di esserlo». Il che equivale a quanto il poeta Giorgio Caproni scrisse un dì lontano: «Buttate pure via ogni opera in versi o in prosa. Nessuno è mai riuscito a antimanuale-del-sesso_valerie-tasso_fondo-magazinejpgdire cos’è, nella sua essenza, una rosa…» od alla poundiana rimembranza: «Il campo della cultura comincia quando si è dimenticato ‘Non-so-che-libro’». Madame Valérie lascio, dunque, a te la saggezza nella parola.

Valérie Tasso, laureata in Scienze Economiche, in Lingue e Letterature Straniere e, a seguire,  una brillante carriera manageriale. Poi, per alcuni mesi, prostituta di alto bordo. Perché questa scelta che io invidio moltissimo. Pensa il mio sogno è quello di diventare una maîtresse. Data l’età ormai non penso di poter più esercitare come le più giovani donne….

Per le persone intelligenti come te, questa mia di essere una prostituta di alto bordo è una scelta che provoca la più sana e brillante delle invidie. Ah! Per quanto concerne la tua età, non preoccuparti. Nel campo sessuale, è meglio avere un magnifico cervello piuttosto che un fondoschiena bello e giovanile. Ed i cervelli che sanno ben funzionare richiedono tempo ed età matura…. Quindi sii te stessa.

Da questa esperienza è uscito il libro Diario di una ninfomane. Puoi parlarne ai nostri lettori? Il libro, lo ricordiamo, è stato tradotto in 15 lingue e da questo è stato tratto anche un film. Attualmente Valérie è, inoltre, una delle maggiori scrittrici in lingua spagnola.

Diario di una ninfomane è la storia della mia personale consapevolezza. È un libro che io scrissi pensando più al e nel sesso piuttosto che alla o nella letteratura. Credo che sia stato atto ad esprimere ciò che io volevo trasmettere ai lettori. Il volume è articolato in tre parti. La prima descrive l’uso che io faccio del sesso come da proprio diritto di libertà. La seconda narra di come mi innamoro di un ragazzo folle che distrugge la mia vita utilizzando una persuasione psicologica riprovevole e l’ultima parte del libro mostra come io recupero la mia libertà lavorando come una prostituta (da una mia scelta in piena libertà), anche se tutto ciò sembra una contraddizione per la maggior parte delle persone. Questa è, dunque, la storia di come io acquisto la cognizione conoscitiva di me stessa attraverso la sessualità.

Valérie ti sei laureata nel 2006 in Sessuologia all’università di Alcalá de Henares a Madrid. In cosa consiste questo corso di laurea? Magari ai miei tempi universitari ci fossero stati di così studi interessanti…

Questo corso di laurea consiste nell’essere in grado di pensare i concetti della “Realtà Umana e Sessuale” in una maniera completamente indipendente. Quello che io intendo per “indipendente” è pensare i concetti qui citati una volta liberi dai modelli o meglio stereotipi morali.

Passiamo, dunque, al tuo Antimanuale del sesso. Io lo consiglio spassionatamente proprio per quello che è…

Amorale. Borges raccontava la storia di un uomo che aveva tracciato una mappa con tale precisione che, quest’ultima, andava inesorabilmente a sostituire il territorio che si proponeva, all’inizio, solo di rappresentare. Nel sesso, credo che vada a verificarsi la medesima situazione: ciò che io chiamo “discorso normativo sul sesso” e che si rivela essere ciò che noi approviamo nel sesso, moralmente parlando, ha sostituito il sesso stesso. Come soleva dire e no lo stesso Baudrillard: “La simulazione del sesso ha sostituito la realtà del sesso”. Nel mio “Antimanuale” io cerco di riportarlo alla sua primitiva realtà che gli è propria.

Sesso. Se ne parla poco o troppo? Bene o male? Ti premetto che per me se ne dovrebbe disquisire ben poco a favore di un’azione pratica piacevole e duratura…

Si parla molto di sesso ma solo per costruire un modello unico di sessualità basato sul fallo, la penetrazione e la coppia. Si parlalaltro-lato-del-sesso_valerie-tasso_fondo-magazine molto di sesso solo per prendere a noleggio ciò che il sesso veramente è. Michel Foucault enfatizzò fortemente questo punto ed io penso che avesse ragione.

Cos’è il sesso? Ironia, malizia, serietà, leggerezza, divertimento, spregiudicatezza e…

Il sesso è un gioco. Una partita metafisica. Come diceva Nietzsche, più o meno: “Dobbiamo ritrovare quella serietà con la quale i bambini giocano”. Un giorno, un uomo saggio mi disse: “Il sesso è il concetto che noi abbiamo di noi stessi come esseri umani sessuali”. Definizione, questa, ambigua ed abbastanza immorale, non trovi?

Mi ricorda assai la complessità di significato del vero inglese “to play”… Fantasie sessuali. Cosa e chi? Quali le richieste più noiose, stravaganti, squisite che ti hanno rivolto?

Ogni persona ha le fantasie sessuali che si merita. Ma non bisogna fare confusione o mescolare la fantasia con il desiderio. Chi suole mischiare entrambi questi concetti è il medesimo che vuole dominare tutti noi e tutto.

Esistono differenze di desiderio tra la donna e l’uomo?

Per quanto riguarda la quantità del desiderio, non c’è alcuna differenza. Sulla qualità sorgono alcune sfumature di significato. Io, a tal riguardo, porto sempre come esempio quanto segue: l’uomo è un animale che beve acqua. La donna è un animale che beve te. Come puoi notare, la sete non ha alcuno ascendente.

Karl Kraus, la donna, la masturbazione ed il sesso. Non è meglio avere una preda da catturare? Un corpo da “usare”?

Sì, se ciò che interessa è la caccia. Ma non è necessario se l’interesse è il sesso.

Preliminari, “Parafilia”, Penetrazione, Coito, Orgasmo… E…?

Parafilia, preliminari, penetrazione, coito, orgasmo… A mio personale avviso, tralascerei senza tema, la penetrazione ed il coito.

Esiste un sottilissimo legame rosso tra la pornografia e l’erotismo?

Sì, il filo rosso che esiste nello “sguardo”. Qualcuno disse, un giorno: “L’Erotismo è la pornografia degli altri”.

Il sesso si accorda alla morale od alla religione?

Alla morale. La Religione è solo uno “strumento” della morale come la medicina, la biologia, etc. Ogni disciplina del sapere indica, come la religione, ciò che è bene o male, corretto o no.. Quindi, di conseguenza, sono tutte profondamente morali.

Quali i pericoli e le malattie del sesso. Tra medico e psicologo…

Temo che le malattie ed i pericoli del sesso siano nel sesso in sé stesso. Non in noi bensì la sessualità è stata asservita al fatto di rimarcare la differenza tra ciò che è bene e ciò che è male. Nel periodo vittoriano, la medicina trasformò il sesso in una questione problematica. E tutt’ora questo è il modo vigente di pesarla.

I tuoi ringraziamenti alla fine dell’Antimanuale sono superbi. A Jorge, Ana e Belén, a quelli che leggono. A Efigenio che “fece del sesso il Sesso”. A chi altri?

Ringrazio tutti coloro che lo meritano e non lo sanno.

Faccio mie, da sempre, le parole della scrittrice francese George Sand “Una donna porta il proprio sesso ed il proprio temperamento nello sguardo e nel sorriso”. Aggiungerei l’azione, le parole, l’intelletto e…? E un uomo come porta il proprio sesso?

Credo che gli uomini portino il proprio sesso nello sguardo e nel sorriso delle donne. Diciamo la verità, non è sempre facile per loro e noi donne non siamo proprio così semplici e tenere con loro…

Valérie ti ringrazio di tutto… Un tuo saluto finale come….

Ite missa est.

Testi e traduzione dall’inglese a cura di Susanna Dolci

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