Si scusi sempre, onorevole…

Il neo-fascismo è antifascita, Marx non era marxista, il comunismo era vecchio già da prima e i bambini comunisti non sanno chi mangiare. Resta il fatto che nella scuola della politica, i liberali, che sono i peggiori di tutti, continuano a dare le pagelle. Sia chiaro, per me, anti neo-fascista dichiarato, non cambia nulla, ma un poco di pena i traditori mi fanno. Sono scemo, ma meglio che verme. Ma seguiamole, le vicende di uno a caso.

Anche per tradire, bisogna dimostrare di avere la forza. Tu “camerata segretario” hai dimostrato con Napoli e Roma di avere la forza di essere uno di noi? Bene, ti abbiamo preso un appuntamento a Wall Strett e uno alla City. Giovedì alle quattro sarai a Londra e poi subito sull’attenti a New York il giorno dopo alle sei! Ma come faccio, debbo accompagnare mia moglie a Velletri, e poi ho il comitato centrale. “Non ci interessa, vuoi il potere? Bene trotta e comportati bene”. E lui di filato 24 ore di aeroplano, lo stress, la vergogna, la brama di potere che sale, i pensieri… e una domanda assillante, proprio ora dovevo decidere di smettere di fumare? Che gli dico? Cosa mi diranno? E i miei colonnelli come reagiranno? E tutti questi anni, con le federazioni pagate coi soldi dei reduci? Bene… vedremo.

A Londra fu breve, 3 ore di anticamera, poi un uomo tarchiato e con i baffi parlando in inglese disse; “può entrare”. Nessun convenevole, chiari è precisi. Lei cosa sa di ciò che i vostri giornali definiscono gli accordi del Britannia?” “Beh! so che avete deciso di attuare i piani della P2, di scatenare l’offensiva giuridica verso la vecchia classe politica distributiva e di accelerare e controllare le privatizzazioni… in pratica di continuare il Risorgimento, la P1, non solo a danno del Sud come nel 1861 ma, questa volta, a danno di tutti gli italiani.” “Bene basta, – risposero loro – sa già troppo. Lei è d’accordo? Non risponda, ricordi che gli Italiani abbandonarono il fascismo in 24 ore, lei non ci metta di più, resti degno della sua storia, non ci interessa come, lei DEVE essere d’accordo!”. Uscendo con aria stralunata , camminava su quei marmi neri, ma ogni passo gli sembrava di saltare nel cerchio di fuoco e non era neppure sabato. Ma chi era quello coi baffi?

A New York, invece, fu tutto in stile americano. Quel giorno faceva caldo ed in attesa di parlare con la “voce di Sauron”, il tempo fu dedicato agli incontri con gli emigranti. Poi venne il momento. “Ha mai sentito parlare di Bretton Woods? Sa che il Mediterraneo è “cosa nostra”? Conosce gli sforzi che la FED ha fatto per aiutarvi con il Piano Marschall? Ha letto Gramsci e la sua teoria del dominio culturale? Mica vuole opporsi alla modernità? Il terrorismo avanza , abbiamo bisogno di usare l’Italia come punto di controllo per una vasta area geopolitica, ha qualcosa in contrario? Non risponda, faccia le sue valutazioni, ci rivediamo domani, ricordi gli aiuti che abbiamo dato alla sua fazione negli anni ’70 e sappia che il suo collega, come si chiama… quello del Nord… è venuto già a parlarci e che Veltroni è nostro ospite da anni , addirittura ha preso casa qui da noi. Nella sua camera troverà una bella Play Station, si faccia una partitina e si rilassi, si rilassi onorevole”.

Una nottata d’inferno, altro che rilassarsi, altro che partitina: che rispondere, che dire, qual è il tasto per il colpo di tacco? Ma in fondo che mi frega, mi daranno potere e con quel potere potrò fare almeno la mia politica interna, sistemerò “i miei” che non ci metterebbero nulla a prendere il mio posto in quest’albergo e Berlusconi non è eterno…. Veltroni non è un problema e Bossi l’ha già fatto. Ma in che lingua avranno parlato con Bossi? Il giorno dopo l’incontrò fu ancora più breve. “…Ha recepito onorevole? Ha riflettuto? Come ha passato la nottata? Lei non è più un giovincello, basta con sta storia del Fascismo, sia chiaro, a noi piacerebbe, stimavamo Mussolini, come lo stimava Gandhi, ma qualcuno potrebbe ricordare il suo modello economico che è contro i principi democratici e di libertà che il grande popolo americano rappresenta. Con lei non possiamo comportarci come con i paesi comunisti, dove il modello economico è funzionale ai nostri interessi, con lei è diverso, quello che lei rappresentava è: come dire? un “male assoluto”, ecco un “male assoluto”, lo dica onorevole, lo ripeta…lo ripeta!”. E lui: “Male assoluto, male assoluto, sì… suona bene.” “Mi raccomando non faccia scherzi, si ricordi di Enrico Mattei”.

Sull’aereo di ritorno, una telefonata strana, interrompe il ghigno di amarezza e soddisfazione, e mentre, ripetendo a se stesso “è fatta… è fatta”, chiedeva una sigaretta al portaborse, gli passano la cornetta. “Onorevole – ma la parola era stata pronunciata come se avesse detto servo – un’ultima cosa. Lei è un uomo credente e sa quando è importante la religione. Ci sono degli amici che ancora non hanno fiducia nella sua, diciamo buona fede, abbiamo cercato di rassicurarli, ma essi sono, come dire… un poco all’antica, sa, hanno richiesto una prova di umiltà, un sincero atto di genuflessione…”. Per un attimo, ma solo per un attimo, il nostro eroe ha uno sussulto, “Non starà mica chiedendomi di convertirmi?”. Per un paio di secondi, ci fu un silenzio incredulo, imbarazzato, e poi con tono derisorio, “Ma che dice mai? I “nostri” amici, sono molto selettivi su questo argomento, no, le stanno solo chiedendo un riconoscimento pubblico in un loro luogo di culto, mi hanno già detto che per una personalità come la sua metterebbero a disposizione la loro “sede” centrale. Mi raccomando, Onorevole, mi raccomando… Si scusi, si scusi prima in piedi, poi in ginocchio, poi a 90 gradi e se serve anche da disteso… Si scusi, si scusi sempre… Più la sua gente vede che lei si scusa e più si sentiranno in colpa… Più si sentiranno in colpa, più, noi, dico noi, potremmo fare gli affarucci nostri.” “Ma di cosa dovrei scusarmi?” “Ma come: di cosa? Non faccia lo sciocchino, lei è molto spiritoso!”.

Come ogni traditore che si deve presentare ai complici della congiura, anche il nostro eroe deve prima rilassarsi un poco e passa notte con l’amante. “Come è andato il viaggio? Amore, con chi hai parlato? Quando lo dici a tua moglie? “. “…E basta , non ti ci mettere anche tu, con chi ho parlato non lo so, i liberali sono come gli assassini e gli alcolisti, preferiscono restare anonimi, e poi non posso lasciare mia moglie, io queste cose non le faccio! Mica posso chiedere scusa pure a lei? O forse sì?”.

Nando Dicè
Lo Scemo el Villaggio Globale

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