I bei tempi di una volta…

Se penso a quando inneggiavo ai miei carnefici, quando chiamavo eroi i miei massacratori, liberatori i miei sfruttatori, soldi la carta straccia, storia le loro bugie. Se ci penso… che bei tempi. Era il tempo delle “puntate” di controllo. Senza domande, senza problemi, una serie televisiva animata da scontri “familiari”. I buoni erano gli americani che ci vennero a liberare e con la loro super visione mondiale il mondo marciava felice e beato verso la democrazia, il benessere e la felicità per tutti, con il liberismo attore inamovibile. Sì, a volte ci ripenso: prima che divenissi “scemo”, ci pensavo ancora più spesso. Che bei tempi, quando l’attore di “sinistra” era il “buono”, solo perché era di “sinistra” e quello posto a destra era “il cattivo”, solo perché era di “destra” e nessuno doveva dimostrare niente, tutto era chiaro, per partito preso. Poi venne la mini serie, “Mani pulite” e le banche si presero pure i partiti, prendendo a recitare in prima persona il ruolo della politica.

Che bei tempi, quando l’America era una potenza mondiale e non aveva le pezze al culo, non come adesso che per una tempesta tropicale si sono fatti aiutare da Cuba. Hanno venduto pure l’anima ai cinesi, ho letto sui giornali, ed oggi chiedono aiuto, mendicandolo all’Europa. Come se l’Europa esistesse, come se La BCE e la FED, non fossero la stessa cosa.

Che bei tempi, quando la Transiberiana era una cosa lontanissima, romantica, avventurosa, e non poteva essere mai confusa, per il nome di un travestito del’Est, aiutato dalla Carfagna. Quando era impensabile che il segretario di un partito, siccome non viene rieletto, diviene il portavoce di un altro partito. Di quando si era segretari di un solo partito alla volta, ed a ogni fine puntata, la musichetta era rassicurante, bei tempi.

Tempi di una volta, direte voi, e sono d’accordo. Tempi in cui per vedere la “balena Bianca”, non dovevi andare allo zoo, ma al parlamento e a fine puntata, ci sono più democristiani in parlamento oggi , di quanti c’è ne fossero allora. In quel periodo, con l’andazzo di oggi, in parlamento avremmo avuto Tinì Cansino, la Carmen Russo e tutto lo staff di Drive IN. Con Berlusconi ad urlare a Fini, “Ass, asss, asss fidanken” e Bertinotti a dirgli, “non preoccuparti, non sei l’unico antifascista: sei solo l’ultimo”, un destino di solitudine, per il povero Fini, la comparsa ad effetto di ogni reality.

Quelli si che erano tempi belli, dove nessuno si poneva domanda sul futuro, DC, PCI, PSI erano gli attori di “sfondo” e se volevi una puntata ad effetto, spuntavano i Radicali o i fascisti, ad animare la scenografia. Tempi in cui, per 50 anni, c’è stato il potere della Democrazia Cristiana e nessuno, tranne gli arabi, pensavano che ci fosse lo stato teocratico.

Questione Etnica? Non era in palinsesto..

Mancanza di soldi? Ma non c’era il signoraggio, svincolato dall’oro, tale da poter stampare tutti i soldi che volevano e che decidevano loro? Avevano o non avevano capito che l’impero Romano era morto, per carenza di monetarizzazione?

Scene memorabili, primi piani su, morti, disastri, cataclismi, terremoti e, addirittura, lo scudetto del Napoli: unica città del sud a vincerlo, come a dimostrare che anche noi coloni del viceregno lombardo, potevamo aspirare a qualcosa in più.

E poi? E poi la Morte del comunismo, così: per morte naturale, come se si fosse addormentato e mai più svegliato. Forse era stanco? Si è domandato qualcuno, anzi più di qualcuno, e tante domande, tranne una, rimane, questa: ma le ragioni per cui nacque, sono state risolte? Silenzio: l’attore scompare, la scena sfuma.

E la fine della DC, assassinata nel sonno, dalle mani pulite di economisti, finanzieri e banchieri. Che scocciatura, quando ci accorgemmo che “la storia non era finita” e che, invece di combattere per il possesso della luna e dello spazio, ci ritrovammo a combattere per l’acqua, la terra, la religione, l’ identità. Che abominio non dover scambiare i dischetti con gli ultimi giochi o evoluzioni, ma scambiare di nuovo opinioni e pensieri. Cose che sembravano non servire, che sembravano superate, vecchie. A che serviva pensare?, c’erano lì loro, a scrivere la sceneggiata per noi…

Eccoci qua: ricostretti a fare la storia, a dover di nuovo pensare a come cambiare il mondo, addirittura a pensare di combattere qualche guerra in prima persona. Che stress… Addirittura, ci costringono a dover lasciare in sospeso la fine dei reality e a scendere in piazza per i nostri diritti: di nuovo cortei, di nuovo rivolte, di nuovo insorgenze. Ma la realtà non era finita?

Ed oggi anche la crisi finanziaria dove si dichiara: “Lo Stato salverà le banche”. Ma come è possibile, se lo stato è pieno di debiti con le banche? Per anni siamo riusciti, non a pagare i debiti che avevamo con le banche, ma parte dell’interesse, sull’interesse che quel debito creava… ed oggi, salviamo noi loro, dai loro debiti? E con chi ce li hanno questi debiti? Ma avete mai visto un debitore che salva dalla crisi economica il creditore? Io, veramente, no! Ma, lo sapete, io non conto, sono uno scemo!

Nando Dicè
Lo Scemo del Villaggio Globale

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