Tutto (al)lo stadio…

Durante la settimana, il presidente della Fiorentina, Diego Della Valle ha annunciato che sarà costruito un nuovo stadio a Firenze. Quindi la Fiorentina nel giro di un po’ di anni lascerà la storica cornice dell’Artemio Franchi, per dirigersi in un nuovo stadio, tutto della proprietà del presidente e quindi della società stessa.

Nella lussuosa conferenza stampa che il presidente ha regalato alla stampa, è stato spiegato che questa stadio avrà innanzitutto una funzione di tipo sociale. Perché? Mi sembra chiaro, o comunque sembra chiaro ai commentatori di questa notizia: per eliminare il tifo violento anche dallo stadio di Firenze. In pratica oltre allo stadio ci sarà anche: un complesso residenziale, un albergo, un asilo nido, vari negozi e spero di non dimenticare nient’altro. Ma perché tutto questo eliminerà la violenza?

(Stadio Artemio Franchi di Firenze)

La giustificazione di massima, è che questa struttura rimanendo aperto 7 giorni su 7, non sarà solo “un’isola viola”, ma quasi un “oasi di sport e cultura” aperta tutta la settimana. In questo modo, dicono, mettendo lo stadio al centro della vita cittadina, si eviterà che i “soliti tifosi” rovinino questo bellissimo sport.

A volte, mi viene da pensare che a qualcuno piace prendere in giro le persone. E che ci sia qualcuno che riesce anche a farsi prendere in giro. Al di là di tutte le annose considerazioni sulla violenza nelle curve, che su queste pagine per decenza non abbiamo mai trattato, mi chiedo: cosa centrano dei negozi con uno stadio di calcio? E un asilo nido? E una palestra? E addirittura un complesso residenziale, cosa centra?

E’ chiaro, che niente di tutto questo centra con il calcio. Qui centra solo il fatto che c’è un presidente molto ricco che vuole costruire qualcosa di suo, con altrettanto di suo intorno e guadagnarci dei soldi. Dimenticando così che esiste uno stadio costruito quasi 80 anni fa, che così rischia di cadere nell’oblio, insieme ai ricordi di una città, insieme ai gol dei suoi campioni.

In questo paese, dove di lotta alla violenza calcistica se ne parla ogni domenica, non si capisce una cosa: che non si ferma la violenza nelle curve snaturando il calcio dai suoi luoghi naturali, dalla sua cultura, dal suo essere. Che questo mischiare il calcio con tutto quello che non centra con il calcio, non è certo la cura per i mali di questo sport.

(Stadio Olimpico di Roma)

E non difendiamo lo stadio Artemio Franchi perché è stato costruito negli anni ’30. Nemmeno difendiamo lo stadio Olimpico perché tutto intorno è stato costruito dal fascismo. A me sinceramente mi sbatte altamente, come altamente a questo punto mi sbatte addirittura dei tifosi, delle curve. Di tutto.

Ma ciò che mi infastidisce per davvero, in questo teatrino mediatico sono le chiacchiere dei signori del pallone. Dei Della Valle. O anche di Rossella Sensi che vuole costruire un nuovo stadio per la Roma. Dedicandolo sì a suo padre, ma lasciando perire lo stadio Olimpico, e facendolo erigere ai costruttori (i famigerati “re de Roma”) che da anni fanno e disfanno quello che vogliono sul suolo della capitale.

Anche qui diranno che lo si farà per amore del bel calcio. Ma io penso che lo facciano sempre per amore del loro portafogli.

Simone Migliorato

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