Karen. Dall’inviato al fronte

Lo aveva detto già all’indomani dell’azione futurista Rosso Trevi. Lo ha detto e lo ha fatto. Graziano Cecchini è in territorio Karen, in Asia, in quella striscia di terra, stretta fra la Birmania (o Myanmar come si è riautonominato) e la Thailandia, dove si combatte una lotta per l’indipendenza e per la sopravvivenza di un popolo dimenticato dai media internazionali e dalla cultura “progressista”. Da lì, Cecchini ci farà conoscere come potrà, se e quando potrà, causa la situazione di estrema emergenza e il controllo dei mezzi di comunicazioni da parte dell’intelligence birmana, gli sviluppi della guerra (tale è, ormai…) in corso.

I Karen (o Kariang), sono un gruppo etnico situato pricipalmente in Birmania (4 milioni) e in Thailandia (400.000), più piccoli gruppi in India. Provengono dal Tibet. Religione maggiormente praticata è il Buddhismo, presenti anche minoranze cristiane. Parlano la lingua karen. Sono in conflitto con il governo birmano a causa della negata indipendenza nazionale dello Stato Kayin. La capitale è Pa-An, una cittadina di 40.000 abitanti ed è l’unico centro di rilievo. Gli altri insediamenti Karen sono sparsi in villaggi all’interno della foresta.

La redazione

Kayin, 30 agosto 2008 – L’esercito birmano, con il benestare del governo Thailandese sconfina senza problemi in territorio Thai per attaccare i villaggi Karen, uccidendo donne e bambini. Solo di qualche giorno fa, il tentativo di attacco ad un villaggio dove esiste ed opera una delle cliniche allestite dalla Comunità solidarista Popoli, alla quale mi sono unito.

L’attacco e stato respinto: sul terreno sono rimasti 14 soldati dell’esercito governativo birmano e due miliziani karen.

La situazione in questo momento è al massimo livello di tensione: tutto l’esercito di liberazione Karen (KNU) è in stato di allarme rosso.

Noi siamo rientrati da qualche ora in territorio Thai, pronti a portare il nostro appoggio al villaggio della clinica se venisse nuovamente attaccato.

Kayin, 31 agosto 2008 – La situazione precipita. L’esercito birmano attacca i villaggi Karen con mortai da 120 mm. e ricorre a rastrellamenti di popolazione civile karen per usarla come scudi umani contro il fuoco difensivo delle postazioni dell’esercito di liberazione Knu.

Graziano Cecchini

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