Ciao, Presidè…

15 anni di presidenza

1 scudetto

2 Coppe Italia

2 Supercoppe italiane

Parecchi secondi posto in campionato (almeno uno per subìta rapina del primo…)

2 volte nei quarti di finale della Champions League

Tot milioni di euro spesi per la magia del gioco

Nato geograficamente a Visso, romano d’animo, lingua, cultura e tradizione

Cattolico praticante

Laureato in matematica

Imprenditore del settore petrolifero

Sposato con la signora Maria

3 figlie femmine

1 figlio maschio adottivo

Molte guerre al Palazzo del calcio che conta

Parecchi calci in bocca dati e presi al e dal calcio che conta

Qualche decina di rolex regalati agli arbitri giudiziosamente registrati in bilancio alla voce “uscite a perdere”

Nessuna sòla ai tifosi

Qualche fischio dai medesimi in tempi (pochi) di grama classifica

Molti applausi, in genere, dal popolo giallorosso (due milioni circa)

Frasi celebri (sue)

«Ho preso un cadavere» (riferito alla società appena rilevata sull’orlo del fallimento economico)

«Mai stato in galera, io…» (riferito ad altri imprenditori che ne criticavano la gestione societaria)

«Chi è presidente della Roma è già sindaco de ‘sta città…» (rivolto all’influente uomo politico nazionale che voleva candidarlo per il Campidoglio)

«Sì, diteje che lo liquido subito: co’ ‘na scoreggia…» (riferito ad un ex direttore sportivo che vantava pretese di liquidazione economica)

«Ah! se la stampa romana mi fosse stata vicina…»

«Se non lo gestiamo noi, chi lo fa? E poi pe’ facce che? Pe’ facce fa’ la corsa delle ranocchie?» (riferito allo Stadio Olimpico di Roma)

«Oddio, con me, mica è tanto facile imparare. Non do spazio a nessuno, voglio fare tutto in prima persona, in qualsiasi cosa mi getto di peso, prendo le cose di petto. E ragiono a modo mio. Se sbaglio, sbaglio. Me lo diceva sempre mio padre: “Silvio: comanda tu, finché puoi. Fa, disfa, decidi in prima persona. Se fai una sciocchezza, è sempre meglio prendersela con sé stessi che con un altro.” Ho sempre fatto così, come mi è stato insegnato da piccolo. Vado avanti di testa mia, negli affari come nel pallone. Magari sento qualche parere, mi confronto, ma alla fine decido io. E se sbaglio, mi guardo allo specchio e mi mando affanculo. Chiuso in una stanza, però, e senza farmi vedere né sentire da nessuno: come avrebbe fatto mio padre. Perché ammettere di aver sbagliato è dura quasi quanto sbagliare…»

«Sono l’ultima espressione orale della cultura del calcio romano»

«Sarà bellissimo se riusciremo a vincere il terzo scudetto, ma ricordatevi che prima di qualunque successo l’orgoglio maggiore è quello di essere nati tifosi di questa squadra» (rivolto al popolo giallorosso)

«Finché vivo, la Roma non la lascio»

Frasi celebri altrui a lui rivolte

«Tu sei e sarai sempre la storia della Roma» (il Capitano, a nome del popolo giallorosso)

Grazie di tutto, Presidè e…

ciao…

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