Carovita. Senza fine…

Ammettiamolo, c’eravamo sbagliati. Avevo previsto che la ricetta di Jean-Claude Trichet (nella foto a destra), quella di alzare nuovamente il tasso d’interesse dell’euro a tutto valesse tranne che a frenare l’inflazione, (cfr. nostro articolo “La ricetta di Trichet“), ed invece, no: ad Agosto, in Italia, il livello è sceso al 4%.

Oddio! c’eravamo sbagliati? Che vuol dire che “è sceso al 4%”? Aspettate che mi rifaccio i conti. Dunque, a Giugno, prima dell’intervento sui tassi, avevamo un’inflazione al 3,8%. L’operazione, dettata dalla nota legge economica secondo cui alzando il costo del denaro i consumi scendono e, con essi, l’inflazione doveva valere a riportare il livello della stessa ad una media annua prevista del 3,4%. In controtendenza alle previsioni, invece, a Luglio è salita al +4,1% per attestarsi, ad Agosto ad un +4%. Il che è valso agli artificieri dell’economia europea a dichiararli soddisfatti…

Ma soddisfatti di che? Di aver ottenuto un -0,1% su base mensile (luglio-agosto) contro un +0,2% antegiugno e un +0,6% annuo previsto? O sono soddisfatti di aver costretto il consumatore a disertare i saldi (informarsi presso i commercianti, please…), le spiagge (chiedere ad albergatori e operatori turistici, prego…) e a votarsi al prodotto alimentare surgelato (+2% di vendita nei primi sei mesi) per contenere la spesa? Perché a questo e solo a questo è dovuto quel menozerovirgolaunopercento e non, come dice il ministro per lo Sviluppo (?) economico Claudio Scajola (nella foto a sinistra), «all’avvio di un raffreddamento dei prezzi, che sembrano aver terminato la tendenza all’aumento dei mesi scorsi…».

Perché di “raffreddamento dei prezzi” non se ne vede traccia. Oddio! anche qui mi sbaglio, non è vero: il costo del petrolio è giunto in picchiata a circa 115 dollari al barile, contro i 140 e rotti dei mesi scorsi. Ma chi se ne è accorto? La rivendita al dettaglio, presso il distributore, non è scesa di un centesimo di euro. Il che dimostra in maniera lampante che la fonte di speculazione finanziaria privilegiata è quella che le banche, per noi la Banca centrale europea, esercitano sul denaro stesso: se costa di più questo, i consumi scendono ma i prezzi delle merci reali o salgono (pane, pasta, vestiario, adesso anche l’acqua, giunta ad un rincaro del +35% negli ultimi cinque anni…) o non calano (come la benzina, appunto).

Per il prossimo autunno, è previsto un ulteriore prelievo forzoso nelle tasche degli italiani valutato intorno ai 600 euro annui, dovuto alla stretta sommatoria: aumento del costo del denaro, aumento (o: non discesa…) dei prezzi, crescita della spinta inflattiva.

Però, non siate pessimisti: l’alto commissario europeo agli Affari economici, Joaquin Almunia (nella foto a destra), ci fa sapere che, sì, è vero: «l’inflazione di Eurolandia è ancora molto volatile, più alta di quanto ci aspettavamo…»; sì è vero: «è difficile dire quando si stabilizzerà la crisi dei mercati finanziari…» (il che lascia prevedere che fino all’ora in cui i mercati finanziari non si sentiranno sazi, lo strangolamento continuerà…); sì, è vero: «il secondo trimestre ha visto una contrazione della crescita…» (-0,3% del pil, per la cronaca…); però è anche vero – ci giura – che «negli Stati Uniti si registra una crescita, di un +3,3%» (sempre del pil…). Il che, capirete bene, insieme alla notizia che è a Capalbio per ritirare il premio “Europa Speciale 2008″, ci dovrebbe rallegrare non poco.

Se, poi, la doppia notizia positiva non è riuscita a sollevarvi il morale, ce ne è una terza: l’associazione consumatori minaccia uno sciopero, preannunciato per il 18 settembre, per chiedere al governo: «una riduzione dei prezzi di almeno il 15-20%, il blocco dei carichi fiscali sui prodotti energetici e sgravi fiscali per almeno 1.200 euro per i percettori di reddito fisso…».

Beh… se nemmeno questo basta ad obliare, almeno per un momento, il vostro pernicioso e lugubre pessimismo, non so proprio che altra barzelletta raccontarvi…

miro renzaglia

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