Non abbandonarlo!

Mi è stata inoltrata, nei giorni scorsi, una richiesta di collaborazione da parte di alcuni animalisti della provincia di Roma, per la diffusione di un messaggio di sensibilizzazione sull’abbandono e maltrattamento degli animali, soprattutto nei mesi caldi ed all’insegna delle vacanze. Da buona “gattara” ho prontamente risposto alla domanda nei termini di una completa e positiva disponibilità.

Susanna Dolci

Quando gli animali sono migliori dell’uomo

Tu di che razza sei? Umana o disumana?”

Bella domanda in questi giorni d’afa estiva quella di cui sopra, posta in una pubblicità a diffusione giornalistica (firmata dal fotografo Oliviero Toscani) del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali. Rivolta contro l’abbandono selvaggio di numerosi animali domestici così prosegue:

«Lasciami da un parente, lasciami da un amico, lasciami in una pensione, lasciami in un canile ma non lasciarmi per strada. Pensaci. Abbandonare un animale è un reato penale».

Protagonista del messaggio, un cane di piccola taglia, meticcio forse, bianco e nero.

I dati nazionali sull’abbandono ed il maltrattamento delle bestie è sconfortante. Ogni 2 minuti un cane viene lasciato dove capita, 25 in un’ora e circa dai 100 ai 200mila, ogni anno, sono gli animali abbandonati in campagna o lungo le strade. Per un totale di 600mila vaganti e 80mila rinselvatichiti. O per meglio dire: 60mila in tre mesi, 20mila al mese, 700 al giorno. La maggior parte proprio nei mesi estivi di giugno, luglio e agosto. 441.125 cani randagi e 2.604.379 gatti. «I quali [animali], loro malgrado, rischiano di essere un pericolo anche per l’uomo: sono almeno 40 mila gli incidenti d’auto causati dai cani abbandonati negli ultimi 10 anni sulla sola rete autostradale; incidenti che hanno coinvolto circa 4 mila persone e che sono costati la vita a 200 di loro.»

Ma non basta. «Così come accaduto negli anni scorsi molti proprietari di animali da allevamento hanno denunciato l’uccisione di polli, conigli ed anatre da parte di branchi di randagi nelle ore notturne. La situazione dell’abbandono degli animali domestici anche quest’anno si è presentata in tutta la sua gravità – hanno fatto rilevare, in una nota congiunta a mezzo stampa, molti volontari delle associazioni che tutelano l’ambiente e gli animali operanti in tutt’Italia -. Già dal mese di giugno abbiamo ricevuto segnalazioni di continui abbandoni di cani e gatti, un fenomeno favorito anche dalla mancanza di controlli. Di leggi idonee a tutelare le condizioni degli animali ce ne sono diverse, ma ancora riesce difficile farle rispettare e fermare tempestivamente coloro che compiono violenze in danno di povere bestiole indifese. I più fortunati sono quelli che vengono lasciati in luoghi ove è possibile che qualcuno mosso da pietà riesca ad accudirli od a rifocillarli. Alla maggior parte tocca, però, la triste sorte di vivere nel randagismo, con tutte le difficoltà che si possono immaginare per quegli animali che da sempre hanno vissuto in un ambiente domestico. Ancora oggi – prosegue la nota – non esistono strutture pubbliche adeguatamente numerose e riservate agli animali randagi».

Eppure il 1 agosto 2004 è entrata, finalmente, in vigore la nuova legge 189 del 20.07.2004 contro il maltrattamento degli animali. Una legge che ha riformato l’articolo 727 del Codice Penale e che ha definito un elenco di delitti per i quali è prevista la carcerazione ed il pagamento di dure ammende e pene in denaro. Di seguito qualche articolo:

DEI DELITTI CONTRO IL SENTIMENTO PER GLI ANIMALI

Art. 544-bis. – (Uccisione di animali). – Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale è punito con la reclusione da tre mesi a diciotto mesi.

Art. 544-ter. – (Maltrattamento di animali). – Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o a fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche etologiche è punito con la reclusione da tre mesi a un anno o con la multa da 3mila a 15mila euro. La stessa pena si applica a chiunque somministra agli animali sostanze stupefacenti o vietate ovvero li sottopone a trattamenti che procurano un danno alla salute degli stessi. La pena è aumentata della metà se dai fatti di cui al primo comma deriva la morte dell’animale.

Art. 544-quater. – (Spettacoli o manifestazioni vietati). – Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque organizza o promuove spettacoli o manifestazioni che comportino sevizie o strazio per gli animali è punito con la reclusione da quattro mesi a due anni e con la multa da 3.000 a. 15.000 euro.

Art. 544-quinquies. – (Divieto di combattimenti tra animali). – Chiunque promuove, organizza o dirige combattimenti o competizioni non autorizzate tra animali che possono metterne in pericolo l’integrità fisica è punito con la reclusione da uno a tre anni e con la multa da 50.000 a 160.000 euro.

Art. 544-sexies. – (Confisca e pene accessorie). – Nel caso di condanna, o di applicazione della pena su richiesta delle parti a norma dell’articolo 444 del codice di procedura penale, per i delitti previsti dagli articoli 544-ter, 544-quater e 544-quinquies, è sempre ordinata la confisca dell’animale, salvo che appartenga a persona estranea al reato.

Art. 727. – (Abbandono di animali). – Chiunque abbandona animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività è punito con l’arresto fino ad un anno o con l’ammenda da 1.000 a 10.000 euro. Alla stessa pena soggiace chiunque detiene animali in condizioni incompatibili con la loro natura, e produttive di gravi sofferenze”. (art. 1)

Divieto di utilizzo a fini commerciali di pelli e pellicce.

È vietato utilizzare cani (Canis familiaris) e gatti (Felis catus) per la produzione o il confezionamento di pelli, pellicce, capi di abbigliamento e articoli di pelletteria costituiti od ottenuti, in tutto o in parte, dalle pelli o dalle pellicce dei medesimi, nonché commercializzare o introdurre le stesse nel territorio nazionale. (art. 2)

Quindi basta o dovrebbe così fermarsi l’offesa fisica, l’uccisione per crudeltà, il doping, gli allevamenti a scopo di combattimenti illegali e relative scommesse clandestine, l’abbandono e la sperimentazione non autorizzata e senza anestesia. Affinché questa legge venga maggiormente rispettata e deterrente si chiede la collaborazione di tutti i cittadini anche e soprattutto tramite denunce e segnalazioni alle forze dell’ordine ed alle magistrature competenti. Da qualche anno, inoltre, si sta aspettando l’entrata a pieno titolo sia nella Costituzione europea che in quella italiana degli amici a 2 e 4 zampe (ed anche senza). Si prevede, infatti, con la modifica dell’articolo 9 in materia d’ambiente, il pieno rispetto verso tutti gli esseri non umani. «La Repubblica riconosce l’ambiente e gli ecosistemi quali valori fondamentali e li tutela (…). Protegge la biodiversità e promuove il rispetto degli animali». Uomini, ovviamente, permettendo.

Animali trattati alla stregua di regali natalizi e giocattoli per bambini (tanto carini) ma che si trasformano in problemi irrisolvibili per numerosi proprietari, in prossimità delle vacanze. Pesi d’ostacolo di cui liberarsi nel modo più rapido e meno colpevole possibile. Ancora: «detenuti a quattro zampe che, nella migliore delle ipotesi possono contare anche su “secondini” premurosi e amorevoli, volontari e amanti degli animali che dedicano il loro tempo libero alla cura degli ospiti dei rifugi sparsi un po’ in tutta Italia. Ma che nei due metri per due del loro recinto dovranno rassegnarsi a una vita senza corse, senza giochi e, soprattutto, senza l’amore e l’affetto che solo un compagno di vita sa dare».

Ed infine la spada di Damocle che inesorabile si abbatte sull’animale innocenza: «Da qualche anno si assiste ad una nuova tendenza: cani, gatti, criceti e conigli non vengono più lasciati – non solo – nelle piazzole di sosta delle autostrade, ma abbandonati anche nei centri cittadini, in prossimità dei luoghi di villeggiatura o vicino ai canili, con l’idea, forse, che in questo modo la coscienza possa soffrirne meno. Ma non è un segnale incoraggiante: i canili si riempiono e il numero dei reclusi aumenta. Le associazioni di volontariato che si battono contro gli abbandoni proseguono nelle loro campagne di sensibilizzazione e nel sostegno ai centri che ospitano cani e gatti senzatetto. Fanno quel che possono, ma non è sufficiente».

Flebile il dato positivo. Dal 2002 il numero dei cani randagi è sceso di circa 200mila unità da un numero iniziale improponibile di 660.517. Segno che le campagne di sensibilizzazione funzionano o che gli esseri umani sono meno bestie del solito? Dilemma irrisolvibile! Rispettate gli animali e non prendeteli in casa se non siete in grado di accudirli sino alla fine dei loro giorni. Pensate se, in un mondo rovesciato, fossero proprio loro a lasciarci sulle aree di sosta delle autostrade o legati ad un palo sotto il sole rovente e senza’acqua. Come vi sentireste… “Un po’ incazzati”… forse? E se siete testimoni di un gesto di inciviltà verso un essere animato che non sia solo uomo ed affini, contattate le forze dell’ordine. Non costa nulla se non una telefonata ma forse potrebbe salvare un innocente dall’umana bestialità.

Grazie a tutti!

Susanna Dolci

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