De Reditu Suo

Mentre mi allontano, mi fa bene voltarmi
verso Roma, ancora vicina e seguire
i monti con lo sguardo… che viene meno.
Grati, e fin dove arrivano, gli occhi godono
ancora della regione che mi fu cara, tanto
da farmi vedere ciò che invece, immagino solo.
Non riesco a riconoscere da un filo di fumo
il punto che segna il centro del mondo, né le sua mura
(benché, come dice Omero, il lieve indizio del fumo
che sale agli astri basta a predire la terra che ami):
è solo il culmine luminoso del cielo, un tratto sereno,
che mi segnala le sette splendenti vette dei colli.
Là… là sono i soli eterni. E più terso e chiaro,
è ancora là, sorgivo, il giorno che Roma ha creato per sé.
Ancora di più, stordito, sento il chiasso circense
e le acclamazioni nei teatri pieni di gente.
L’aria pulsante mi restituisce le voci note:
volino qui, volino qui davvero.
Oppure le finga… l’amore.

Rutilio Namaziano

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