Rivoluzionari per lo 0,01%

RIVOLUZIONARI PER LO 0,01% DELLA VITA!
Ovvero: “lo scemo del villaggio globale” perde un amico

Lui è un uomo libero, io un povero “scemo”, abitiamo a 400 mt dal mare. Lui stamattina è andato in piscina, io volevo andare a mare, ma visto com’era inquinato ho desistito. Era felice quando ci siamo rincontrati, aveva ricevuto un altro prestito, ed io che sono Napoletano nell’animo ho pensato “se è felice per avere dei debiti, vuol dire che non ha intenzione di pagarli”, ma lui si è definito un uomo d’onore e mi ha detto che lui paga tutti i debiti, ma allora perché era felice? Quei soldi gli servivano per salvare la vita di un familiare? Per salvare un’azienda? No! “Rifare” dicè, nasiil naso alla figlia, che è sempre una cosa importante per dinci! In Ospedale, l'”uomo libero” ha impiegato 2 ore per parcheggiare, ho visto più immagini di divieti di sosta e di divieti di fumo, che immagini sacre in ospedale e ho capito di cosa davvero ha bisogno la gente!

Ho chiesto all'”uomo libero” di spiegarmi perché si sentisse tanto libero, e lui si è quasi sorpreso della domanda. Lui era libero perché poteva fare tutto o almeno, “impegnandosi e lavorando bene e sodo, posso raggiungere tutti i miei traguardi” mi ha detto. Che per raggiungere i suoi “traguardi” (ma erano davvero suoi?) lui dovesse “spendere” la propria esistenza, sacrificando cose senza prezzo, come; panorami, camminate, giochi, figli, amori, sentimenti, passioni, stando 8 o 12 ore in ufficio, questo non era un problema.

Sapendo di essere “scemo”, ho voluto sapere quali erano i suoi traguardi, ma alla 5° cosa impossibile ed alla 12° alla cui realizzazione presupponesse sempre lo stesso fattore, fare soldi, mi sono arreso. Fare, farò, sto facendo…Basta!

Dopo che aveva pagato “la mazzetta” al custode che aveva “prenotato” il posto alla figlia, otto mesi prima della data stabilita dalla prenotazione ASL, siamo usciti. Il caffe, la sigaretta e poi gli ho detto; “Siamo amici, da 10 anni, se adesso ti chiedessi l’1% dei soldi che hai in tasca , tu me li daresti?” Senza esitare e con molto orgoglio mi ha detto “Certo! Per un amico in difficoltà, anche di più” (anche lui era napoletano nell’animo). “Bene, mi “doneresti” lo 0,01 della tua vita?” Questa domanda lo ha spiazzato, un attimo di riflessione per cercare di capire a quanto corrisponde lo 0,01 della propria vita e poi senza esitazione ha parcheggiato la macchina in terza fila di una corsia preferenziale, con due ruote su quattro sulle strisce pedonali e mi ha detto: “Basta che non mi chiedi cose illegali , che devo fare?”.

Per me, niente, uomo libero, non devi fare niente, devi andare a casa e quando lo decidi tu, con ardimentoso gesto eroico, ti avvicini con un cedere elegante al contatore della luce, e gridando SONO UN UOMO LIBERO! lo stacchi per tre giorni, per solo tre giorni, per lo 0,01% della tua vita, per solo lo 0,82% della tua vita di un anno. E non devi fare niente altro, decidi tu della tua vita, decidi tu cosa, non io, ma tu. Vivi solo tre giorni della tua vita senza l’elettricità, dimostrami di essere libero di vivere lo 0,01% della tua vita dipendendo solo da una tua scelta. Solo tre giorni, neanche un minuto di più! L’uomo libero è sbiancato! Sul suo volto si è disegnato il panico, mille espressioni. Che fare? Che rispondere? Sta scherzando? Fa sul serio? Anche a pensarlo, un mondo senza elettricità, era uno sforzo, per lui.

dicè, amico

In un’ultima disperata difesa, mi ha chiesto “ma a che serve se poi ho il cellulare…posso sempre…si ma poi si scarica…quanto durano le batterie…”. In preda al vuoto, ha smesso di pensare, ha contrattaccato, come se fossi pazzo e non scemo, ma vuoi fondare una setta contro la modernità mi ha chiesto?

Ma una setta, un guru, un manipolatore, ti dice quello che e cosa devi fare e soprattutto non te lo dice solo per tre giorni. Io gli avevo chiesto semplicemente di decidere lui, cosa fare. Chi ti da là l’elettricità, fa decidere a te cosa fare, mica lo decide lui. Io gli avevo chiesto semplicemente altrettanto, non di cosa fare del suo tempo, ma di usare il suo tempo senza che esso dipendesse da un qualsiasi fattore controllato da altri.

Abbiamo cambiato discorso, dopo qualche giorno l’ho rincontrato, mi guarda e mi dice:

“Ciò pensato, a quel fatto del contatore, tu sei proprio scemo!”

Grazie ma questo lo sapevo già, quello che non sapevo e che tu “uomo libero” non sei stato capace di essere veramente libero dalla “corrente elettrica” nemmeno per lo 0,01% della tua vita, immagina da tutto il resto!

Ho perso un amico?

Nando Dicè
Lo Scemo del Villaggio Globale

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