Il fascismo oggettivo (III)

Nel numero precedente, abbiamo proposto in lettura la Carta del Lavoro (d’ora in poi, CdL) che, a dire del capo del Governo che la promulgò, sarebbe stata la bussola orientatrice della successiva attività di riordino politico, sociale e amministratrivo di uno stato che si voleva “corporativo”.

Come già ricordato nel numero precedente, le prime nove “dichiarazioni” della CdL, riguardanti il riconoscimento giuridico dei sindacati e dei rapporti collettivi di lavoro, avevano già avuto attuazione precedentemente, esattamente un anno prima, per gli effetti del 3 aprile 1926/563.

Inoltre, con R.D. 2 luglio 1926, n. 1131, era già stato istituito il Ministero delle Corporazioni con attribuzioni, però, ancora vaghe.

Restavano altri 21 punti programmatici che attendevano una nuova disciplina giuridica. Giova ancora ricordare, infatti, che quella CdL, pur essendo pubblicata sulla G.U, era una dichiarazione di intenti e, molto spesso – come sappiamo bene – gli intenti abortiscono sul terreno della real-politik.

Non fu questo il caso del Regime fascista. Di questo gliene va dato atto, al di là del giudizio di merito che sulle iniziative di legge che leggeremo di seguito si può avere: c’era una rotta da seguire su ordine di un timoniere e quella rotta fu seguita.

La redazione

miro, fascismo oggettivo

LO STATO CORPORATIVO
DAI PRINCIPI DELLA CARTA DEL LAVORO
ALLE NORME REALIZZATIVE

Regio Decreto 26 febbraio 1928, n.471 (applicazione della X dichiarazione della CdL) – La risoluzione delle controversie individuali circa l’interpretazione e l’applicazione dei contratti collettivi di lavoro è demandata alla Magistratura ordinaria e l’appello, per ammende superiori al valore di L. 2000, alla Magistratura del lavoro (per la lettura del testo di legge integrale, clicca qui).

Regio Decreto 6 maggio 1928, art. 8 (applicazione delle dichiarazioni da XI a XXI della CdL) – I contratti collettivi di lavoro devono contenere norme obbligatorie precise su: rapporti disciplinari, periodo di prova, misure e termini di pagamento dei salari, orario di lavoro, riposo settimanale, ferie retribuite, indennità di licenziamento senza colpe del lavoratore o per sua morte, trapasso dell’azienda, trattamento del lavoratore chiamato alle armi o in servizio nella Milizia Volontaria S.N..

R.D. 29 marzo 1928, n. 1003 (applicazione delle dichiarazioni XXII, XXIII e XXIV della CdL) – Sulla disciplina nazionale della domanda e dell’offerta di lavoro sono competenti gli Uffici di Collocamento, istituiti presso le Associazioni dei lavoratori.

R.D. 14 novembre 1929, n. 2183 – Il Ministero delle Corporazioni, già istituito con R.D. 3 luglio 1926, n. 1131, viene riordinato ai fini del coordinamento di tutti gli elementi della produzione economica dello stato. Andrà di lì a poco a comprendere prima 13 Corporazioni (6 dei datori di lavoro, 6 dei prestatori d’opera e una di operatori di libera professione o d’arte) e, poi, 22. Nel 1930, il Consiglio Nazionale delle Corporazioni, istituito nel 1926 contestualmente al Ministero delle Corporazioni, diventa organo costituzionale, presieduto da Mussolini o, per sua delega, dal Ministro delle Corporazioni. Era composto da 124 membri, rappresentativi delle organizzazioni sindacali e di quelle imprenditoriali, dei ministeri economici e sociali, del partito nazionale fascista, delle opere nazionali. Suoi compiti consistevano nel disciplinare i rapporti di lavoro e nella definizione delle attività e degli interventi di carattere assistenziale che avrebbero dovuto essere attuati dal governo. I suoi disegni di legge dovevano essere approvati dal Gran Consiglio del Fascismo.

Regio Decreto 23/03/1933 n° 264 (applicazione delle dichiarazioni da XXV a XXX della CdL) – La Cassa nazionale infortuni, organismo di previdenza a livello individuale e facoltativo, costituita nel 1898, fè trasformata in Istituto nazionale per l’assicurazione infortuni sul lavoro (INAIL) che, nel tempo: estenderà la copertura assicurativa alle malattie professionali dell’industria e dell’agricoltura compresa la silicosi e l’asbestosi; introdurrà l’is7ituto della rendita e dell’automatismo delle prestazioni; istituirà l’obbligatorietà dell’imprenditore di adottare misure preventive per tutelare l’integrità fisica e la personalità morale del lavoratore.

Legge 14 dicembre 1933, n. 1773 (idem) – L’ex Fondazione della Cassa nazionale di previdenza per l’invalidità e la vecchiaia degli operai, istituita su base di partecipazione volontaria a spese del lavoratore ed integrata dallo stato, nel 1898, estesa poi obbligatoriamente a tutti i lavoratori nel 1919, diventa Istituto Nazionale Fascista della Previdenza Sociale (INPS), costituito in ente di diritto pubblico e dotato di personalità giuridica a gestione autonoma. A tale istituto, nel 1939 fu attribuita anche la gestione dei primi interventi a sostegno del reddito (assicurazione contro la disoccupazione, assegni familiari, integrazioni salariali per i lavoratori sospesi o ad orario ridotto).

Regio Decreto 10.1.1935, n. 112 (idem) – Coloro i quali prestano la propria opera alle dipendenze altrui, compresi i lavoranti a domicilio, devono essere forniti di un libretto personale di lavoro. Il libretto deve essere consegnato al datore al momento dell’assunzione. E’ obbligo del datore di lavoro attestare i periodi in cui il lavoratore ha svolto presso di lui un lavoro subordinato. Il libretto di lavoro deve essere riconsegnato al lavoratore entro il giorno successivo alla cessazione del rapporto di lavoro.

(III – continua)

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