Inter, l’antipatica…

Il campionato di calcio anche quest’anno è terminato. E di sorprese non ce se sono state tante: in fin dei conti l’Inter era favorita ed è diventata campione d’Italia per la terza volta di seguito, la Roma era la predestinata tra le inseguitrici, e qualcuno già auspicava il ritorno a combattere della Juventus.

Poi certo c’è stata la sorpresa Fiorentina, sorpresa fatta da una squadra bella e da un grande allenatore. E c’è anche stata la disfatta di un Milan, pieno di talenti micidiali davanti ma composto da una squadra troppo e inspiegabilmente vecchia. Scorgendo la classifica possiamo fare i complimenti alla Sampdoria, anche al Napoli che va in Intertoto nonostante abbia vissuto un campionato difficile e anche il Genoa che al suo ritorno in A ha fatto bene.

Dispiace che retroceda il Parmamai retrocessa prima in 18 anni di ininterrota permanenza in A e di coppe europee, fa riflettere il fatto che il Livorno senza Lucarelli sia morto, e mette paura il Cagliari che era dato per spacciato ma si è salvato in maniera incredibile. Insomma è sembrato un campionato normale, con qualche sorpresa e qualche delusione, con chi scende e chi sale.

Ma, sul campo di gioco, una cosa si è riscontrata,
al di là delle fazioni di appartenenza: l’antipatia dell’Inter,
riuscita in un anno a divenire quasi più antipatica della Juventus,
che pure si sempre adoperata alla grande per vincere questo titolo.

Antipatica è l’Inter, partendo dal suo allenatore. Antipatici sono i suoi giocatori, stranieri e strapagati, che anche se fenomeni per davvero (vuoi dire che non è un fenomeno Ibra?) non riescono proprio a scenderti giù. L’unico italiano, Materazzi, si macchia contro il Siena, nella penultima di campionato, di un atto che per poco non rischiava di compromettere la stagione nerazzurra. Ma alla fine proprio Materazzi, nella sua umanità e nella sua boria di voler trionfare, risulta quasi il più umano di quei tutti fenomeni che sembravano non fermarsi di fronte a nulla, ma che per più di un tempo all’ultima giornata di campionato, hanno rischiato seriamente di perdere lo scudetto.

migliorato, inter, roma

E questo lo dico al di là degli errori arbitrali, che poi disquisirne lascia il tempo che trova. Perché, alla fine, credo che tutti volessero la Roma campione d’Italia: magari i laziali no, perché per nessuno è bello vedere i nemici festeggiare, ma ha dimostrato di essere una grande squadra, con tutti i suoi limiti certo ma che, con un grande gruppo, è riuscita a tenere testa, quasi sfiorando il miracolo.

Nelle coppe europee, le squadre italiane quest’anno hanno deluso, soprattutto le milanesi. Va più avanti di tutti la Roma in Champions, e in tanti speravano nella Fiorentina in UEFA ma che comunque si è fatta applaudire anche in Europa, oltre che in campionato.

Parlando di Europa, a breve si giocheranno gli Europei. E’ di pochi minuti fa la scelta di Donadoni. Quale sarà la polemica? La presenza di Antonio Cassano, scelto al posto di Filippo Inzaghi. Qui veramente non riesco ad esprimermi. Secondo me Cassano è un fenomeno, e chi si lamenta delle sue pazzie, non riesce a capire che un Cassano, come un Gasgoigne, come un Best, un Maradona, o qualunque altro pazzo fulminato che fa sognare in campo, non possono svincolarsi proprio dalla loro follia per essere geni.

Dispiace, certo, per Inzaghi, che sarà pure bruttissimo a vedersi, ma che la porta la vede sempre e in tutti i modi. Certamente però non si poteva far fuori Del Piero, capocannoniere che quest’anno ha dimostrato le sue grandi qualità, sperando che escano fuori anche in maglia azzurra dove non sempre si è espresso al meglio delle sue infinite qualità.

Guardando la lista c’è la sorpresa Montolivo della Fiorentina, c’è chiaramente Buffon il grande portiere della Juventus (complimenti per la moglie, da tutti noi!), e poi ci sono due buonissimi portieri come Amelia e De Sanctis; però, uno gioca con il Livorno che è retrocesso, e l’altro con il Siviglia in Spagna.

Possibile che siamo messi così? Ma lo specchio di questa situazione nello specifico del ruolo è la Lazio, che oltre a Ballotta, Iron Man a 40 anni, si affida a Muslera, giovane argentino che qui in Italia può dire di aver distrutto la sua carriera. Possibile che in tutta Italia non ci sia un giovane meglio di Muslera?  Poi ci lamentiamo della fine dei nostri vivai (parlando di Lazio, complimenti comunque a Delio Rossi che riesce a fare miracoli, con una squadra indecente).

Infine, non possiamo dimenticare la morte di Matteo Bagnaresi, giovane tifoso del Parma investito da un pullman in un area di servizio. E quella di Gabriele Sandri, ucciso l’11 novembre 2007, sull’A1 nei pressi di Arezzo. Ucciso da un colpo di pistola, sparato dall’altra carreggiata da un poliziotto in fregola di “io sono la legge”. Ancora si sa poco di quest’ultimo omicidio e, forse, domani ne sapremo ancora meno.

migliorato, gabriele sandri

L’unica cosa certa è che l’agente che lo ha ucciso è di nuovo in servizio.
Sappiamo che alla sua morte si è subito mosso il movimento
di sciacalli di tutta l’informazione italiana.
Sappiamo che ci sono stati incidenti.
Sappiamo che questa morte è stata il pretesto per ridurre ancora di più
la libertà negli stadi, vietando di tutto e di più.
Sappiamo che i decreti per gli stadi hanno reso questi sempre più morti
e sempre meno stadi, dando il potere all’Osservatorio del Vicinale
che in prova della sua funzionalità nell’ultima di campionato,
ha sobillato gli incidenti a Parma, con l’assurdo divieto ai tifosi nerazzurri,
di assistere “ufficialmente” alla gara scudetto.
Dico, ufficialmente perché poi, alla fine i tifosi interisti sugli spalti c’erano eccome…
E, allora, a che pro quel divieto ufficiale se non ad accendere quella miccia che si voleva smorzata?

Simone Migliorato

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