Affermazioni apodittiche

Premessa. Una serie di asserzioni apodittiche può essere irritante. Provare un’ora di ascolto degli 883. In mancanza di risultati le farmacie vendono ottimi rimedi.di gaetano, esclamativo

1 – La rivoluzione francese ha da tempo esaurita la propria spinta, ideale e politica. Personalmente sono affezionato alla data del 1945 come linea spartiacque. Corollario (1°): anche il marxismo e il liberalismo sono residui del passato da archiviare nei libri di storia. Corollario (2°): i termini di destra e di sinistra non denotano più nulla e soltanto per pigrizia (anch’io sono tra i pigri) continuiamo ad utilizzarli.di gaetano, esclamativo

2 – Tutto ciò che comincia con “anti” mi rende sospettoso. Chi non ha idee in proprio mette un “anti” davanti a qualcosa e si costruisce istantaneamente un formidabile apparato concettuale ampiamente condiviso. Lo affermo a costo di apparire io stesso antipatico. Corollario (1°) e (2°) : l’antifascismo e l’anticomunismo hanno costituito risposte politiche, adeguate e probabilmente inevitabili, prive tuttavia di una convincente base culturale. Il presupposto etico, presente in entrambi, può fornire il fondamento per una religione o per un movimento politico (è quasi la stessa cosa), non per una cultura.di gaetano, esclamativo

3 – L’egemonia appare il naturale esito di chi ha più da dire o da dare. È del tutto logico che i sodali di Moravia, di Pavese, della Bellonci & C. privilegiassero i propri prodotti nel mercato della cultura ma è osceno che un apparato abbia emarginato, quando non perseguitato, gli intellettuali non organici e soltanto recentemente, comunque fuori tempo massimo, qualcuno sia stato costretto a riconoscere che dall’altra parte dello steccato esisteva la possibilità di un contraddittorio. Il tappo è saltato e gli spruzzi stanno raggiungendo il cielo. Chi non se ne fosse ancora accorto farebbe bene a munirsi di un ottimo ombrello.di gaetano, esclamativo

4 – Il passaggio del guado ci obbliga ad individuare percorsi originali in un territorio assolutamente sconosciuto, con la meta collocata ben oltre l’orizzonte. Tra chi ritiene che il percorso debba essere innovativo, da costruire sperimentalmente, e chi invece pensa che sia da ricostruire utilizzando le mappe concettuali provenienti dal passato si collocherebbe il campo d’applicazione per una nuova antropologia culturale. La storia come continuità ovvero necessariamente discontinua, continuamente alla ricerca di nuove strade, sarebbero i due criteri per individuare l’itinerario da praticare. Tra chi ritiene che il passato sia comunque un ingombro condizionante e chi vi individua invece tracce operative per il futuro.di gaetano, esclamativo

5 – Il buco nero costituito dal fascismo. Premetto: è necessaria una presa di posizione personale. Ritengo di doverla ai milioni di persone che hanno sofferto. Trovo ripugnante nel fascismo le leggi razziali e l’uso sistematico della guerra come prosecuzione dell’azione politica con altri mezzi. Per quanto mi riguarda il giudizio morale è definitivo, privo di “se” e di “ma”. Innanzitutto chiamo fascismo il regime che ha governato in Italia dal 1923 al 1943. Quel che viene dopo è altra cosa. Tra l’altro, sia detto per inciso, considero il nazismo una religione (probabilmente il punto d’approdo del nichilismo). In assenza di un’indagine storica seria, Renzo De Felice venne linciato per averla avviata (vedi punto 3), ciascuno si fa un’idea propria con i documenti a disposizione. Il problema consiste proprio in questo. La quantità di realizzazioni che il fascismo ha prodotto è impressionante. Sono sotto gli occhi di tutti. E chi, come me, il fascismo non ha vissuto, non si accontenta della vulgata. Ha bisogno di una storiografia adeguata attraverso la quale la composizione dei tasselli consegni una lettura convincente.di gaetano, esclamativo

6 – Tra la miriade di priorità che ciascuno individua ne propongo una che ritengo più priorità delle altre: la scuola. Consideriamo il fatto che mettendo mano oggi alla scassatissima scuola italiana i primi risultati li vedremo tra quindici anni.

di gaetano, esclamativo

7 – Ha affermato che lo stato deve essere laico poiché solo in uno stato autenticamente laico la religione ha la possibilità di esprimersi. Ha scritto: “A differenza di quanto avviene in campo tecnico o economico, dove i progressi di oggi possono sommarsi a quelli del passato, nell’ambito della formazione e della crescita morale delle persone non esiste una simile possibilità di accumulazione, perché la libertà dell’uomo è sempre nuova e quindi ciascuna persona e ciascuna generazione deve prendere di nuovo, e in proprio, le sue decisioni.” Dopo che il trionfo dei vari, “lumi” “scientismi” e “liberazioni” comunque collocati ci ha consegnato i due secoli più turpi dell’intera storia umana. Non sottovalutiamolo. Dopo 2000 anni di storia Benedetto XVI potrebbe costituire ancora la novità.

Giuseppe Di Gaetano

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